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Io… e la Tua Passione

In questo tempo di grazia, Signore, viene ancor più forte il desiderio di immergersi in quell’immenso atto d’amore consumato sulla croce, di lasciarsi stupiti dalla sua grandezza. Vivere la passione non è un esercizio intellettuale, di memoria e immaginazione, ma partecipazione reale. Cosa provavi sulla croce più di duemila anni fa? Quello che provi ogni qualvolta vieni schiacciato dal peso delle infiniti croci sulle quali quotidianamente e in modo spietato ti inchiodiamo: tanto dolore. Cos’è cambiato da allora Signore?

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In deserto

I Domenica del Tempo di Quaresima

Mt 4, 1-11

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».

Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».

Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».

Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Prendi la tua croce e seguimi

La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio

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Amo il nostro silenzio

"Guarda come la natura cresce in silenzio; guarda le stelle, la luna, il sole muoversi in silenzio. Abbiamo bisogno di silenzio per riuscire a toccare le anime."

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Ciao Michele, c’è ancora speranza…

Ciao Michele, ti starai chiedendo con quale presunzione e da quale alto piedistallo ti scrivo queste parole, nessuna presunzione, nessun piedistallo, sono una ragazza semplice, ho vent'anni e oggi credo nella vita.

Vent’anni… forse sono troppo pochi per poter dire qualcosa, ma alla fine, come hai detto tu, i limiti sono soggettivi. Anche io, come te, posso annoverare piccole o grandi liste di errori, di tentativi falliti, e anche io, come te, sto cercando di darmi uno scopo, sto tentando di collocare la vita dentro un senso che le possa dare una direzione. Hai ragione, le domande non finiscono mai, così come non finiscono gli sforzi, i dubbi, le critiche, i sentimenti non ricambiati, i risultati non ottenuti, non finiscono mai le attese degli altri, gli standard che incasellano in tabelle anonime, create sul parametro dell’efficienza e escludenti l’unicità, la bellezza, la rarità che ogni persona porta con sé. Hai ragione, questa realtà non premia i talenti, la sensibilità, non valorizza i sogni, da questa realtà non si può pretendere niente, né sicurezze, né riconoscimenti, né un ambiente stabile.

Hai ragione Michele, questo mondo non era quello che ti doveva essere consegnato e nessuno poteva costringerti a rimanere, però se ti avessi conosciuto ti avrei chiesto di restare, ti avrei chiesto di provare a costruirlo insieme quel mondo che sognavi, che speravi, che per diritto ti doveva essere dato.
Hai ragione, non ci sono le condizioni per imporsi, volevi il massimo e non il minimo, ma il massimo non era a tua disposizione. Chi ti potrebbe dare torto Michele?

Eppure, se oggi fossi qui, non esiterei a dirti che c’è ancora speranza. Siamo noi quella speranza Michele, persone semplici che hanno dei sogni, spesso insultati, derisi, calpestati, persone semplici che ogni giorno provano a creare, con fatica, quello spazio che non ci viene dato. Siamo noi quella speranza Michele, persone giovani alle quali, quotidianamente, viene sottratta la speranza verso un futuro che oggi, più che mai, non è a misura nostra.

Oggi credo nella vita, non era così fino ad un paio di anni fa, quando anche io, come te, preferivo lasciare questo mondo, un mondo che non sentivo più mio, dove non c’era posto per me, per le mie attese, i miei desideri.
È stata proprio quella vita, alla quale non credevo più, a pormi accanto qualcuno capace di vedere le cose diversamente, capace di opporre, al mio scorgere solo un’uscita di emergenza, un plurale che apriva la possibilità a più uscite di emergenza, che non fuggivano dalla vita, ma che erano pronte a scommettere di nuovo sulla vita.

Oggi credo nella vita, credo anche in questo mondo incapace di sperare e di aiutare a sperare. È proprio questo mondo, che non ha il diritto di rubarci la speranza, ad aver bisogno della nostra speranza. Prima o poi, questo mondo si renderà conto che il suo futuro eri tu Michele, e le tante persone che, come te e me, non accettano il compromesso, quello stesso compromesso che vorrebbe ridurre la singolare unicità di ognuno a normalità senza nome né volto.

Ai tanti Michele che, come te, si sentono traditi e accantonati, vorrei dire: costruiamolo insieme questo nostro spazio, questo nostro futuro che ci viene rubato. Oggi credo nella vita… c’è ancora speranza e quella speranza eri tu Michele, quella speranza siamo noi!

(Link alla lettera di Michele, scritta da lui prima del suicidio: Vai alla lettera)

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Sei un tesoro

Un uomo non credendo al suo valore, alla sua preziosità, era fuggito da Dio. Ascoltando le voci che lo giudicavano in base ai criteri dell’apparire si era cacciato in una buca e si era ricoperto di fango e terra. Triste, depresso, si cibava dei vermi e dell’acqua che cadeva dal cielo.

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E il verbo si è fatto carne

Mio Signore, instancabile ti riveli nascondendoti e ti nascondi rivelandoti al mio cuore assettato di te; un cuore che ti invoca senza sosta e che, con la stessa assiduità inciampa in polvere e nulla, eleva confini di terra e fumo, allontanando l’anima dalla sua sorgente di pace, sollievo e ristoro. Semini nell’essere umano la sete di assoluto, sete di te, sin dal primo respiro è questo che ci salva.

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Signore, nasci ...

Signore, nasci nella vita di chi non ha coraggio di andare avanti. Siamo fragili, indietreggiamo, inciampiamo, cadiamo e ci fermiamo, temiamo le strade non percorse. Non è facile prendersi il fardello e incamminarsi in delle vie prive di impronte. Nasci dove c’è bisogno di osare, perché crederci annulla le distanze. Quello che non può il corpo, può sempre l’anima, non siamo altro che un miscuglio equilibrato di materia e non materia.

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