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«Dio vi punirà…»

Quante volte ci è capitato, leggendo l’Antico Testamento, di imbatterci in questa affermazione pronunciata dai profeti in nome di Dio? Questo messaggio rischia di scandalizzarci perché ci propone un Dio che minaccia il suo popolo con castighi e vendette perché ha peccato, e in fondo un po’ lo sentiamo rivolto a noi.

Catastrofi naturali, guerre, ingiustizie degli uomini sarebbero dunque punizioni di Dio? Questa immagine di un Dio vendicativo ci è insopportabile!

Provo ad immaginare una storia. Un giovane ama andare in moto e guida spericolatamente. Ecco che capita l’incidente: ospedale, lunga degenza, medici, infermieri… tra questi c’è un’infermiera che lo cura con sentimenti più che professionali e alla fine i due s’innamorano. Un giorno i due si sposano. E’ probabile che questo ragazzo dica alla sua donna “In fondo ho avuto fortuna ad essermi fracassato con la moto, altrimenti non ti avrei conosciuta

Credo che tutti siamo d’accordo sul fatto che questa frase è accettabile, ma troveremmo odioso che magari il don della parrocchia gli dicesse “Sei fortunato

Perché?

Nel primo caso è l’interessato, cioè il ragazzo stesso che, dal suo intimo e a fatti compiuti, trova un senso al suo incidente, la lettura della sua storia non gli viene imposta dall’esterno. Del resto l’incidente per lui rimane un male. Ciò che considera come una fortuna è l’effetto buono scaturito da questa disgrazia.

Ora che ci è chiaro questo proviamo a trasformare il racconto per ricollegarlo alla Parola di Dio, in particolare ai testi profetici dell’Antico Testamento. Supponiamo che questo ragazzo conducesse prima dell’incidente una vita dissoluta, egoista, vuota. La sofferenza, i lunghi mesi di solitudine lo conducono a riflettere sul vuoto della sua vita; così che esce dall’ospedale un ragazzo cambiato, deciso a cambiare vita, a mettersi al servizio degli altri. Avendo anche ritrovato la fede, è probabile che un giorno dica a Dio “Hai fatto bene a permettere quell’incidente, perché così ho trovato un senso alla mia vita”. Di nuovo troviamo accettabile questa preghiera; ma ci sembrerebbe odioso se il don avesse detto “Lo vedi, Dio ti ha punito”.

Vorrei provare a farvi ribaltare la visone: i profeti sono come il ragazzo, non come il don!! Ezechiele quando viene deportato con il popolo; Geremia quando è perseguitato e porta su di se anticipatamente il male e le sofferenze del popolo; questi riflettono su avvenimenti che hanno vissuto e che rimangono per loro un male e che per questo, dopo aver dato un senso agli avvenimenti e aver visto il buono, invitano il popolo a riconoscere che sta vivendo male, che deve cambiare vita!

Tutto questo per dire due cose:

la prima rivolta a noi cristiani, me per primo: magari è opportuno evitare di giocare a fare i “profeti” sulla vita degli altri, senza sapere veramente cosa è capitato alla persona che ci sta’ davanti, a cosa prova, cosa sente, cosa ha vissuto! In quel caso sarebbe bello “stare” semplicemente accanto in punta di piedi. Allo stesso tempo però, non tirarsi indietro quando invece c’è qualcosa che abbiamo vissuto e che può essere prezioso per l’altro. A volte denunciare anche con forza! In quel caso allora saremo veri profeti!

L’altra cosa invece, questa riflessione potrebbe servire a capire un po’ meglio quello che è realmente il ruolo dei profeti, del loro servizio così delicato e apparentemente sgradevole, che parlano in nome di Dio denunciando il male! Forse ora, incontrando uno di loro nell'Antico Testamento, ci risulterà magari meno odioso, meno scomodo, se abbiamo capito che il loro fervore, la loro sana rabbia parte dal loro vissuto, e serve per aiutare l’uomo a vivere in pienezza la sua vita facendogli incontrare il Dio vero.

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Ultima modifica ilSabato, 11 Ottobre 2014 00:04
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info
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