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50 sfumature di Vangelo

I vangeli contengono una quantità di particolari che spesso sfuggono a una lettura superficiale. Piccole sfumature magari, ma utili per comprenderlo e apprezzarlo in pienezza. Ho deciso di dedicare cinque articoli ai vangeli delle cinque domeniche di quaresima, svelando per ciascuno dieci sfumature, a partire dalle parole che tornano più spesso nel testo.

La prima domenica di quaresima ci ha presentato Gesù tentato nel deserto da Satana.

  1. Gesù. È il centro della nostra fede. A Lui dobbiamo guardare. È Lui il punto di riferimento per parlare di Dio. Quello che “sappiamo” di Dio è quello che vediamo in Lui, che Lui stesso dice di sé, del Padre e dello Spirito che li unisce.
  2. Dio. Lo troviamo nelle espressioni “il vangelo di Dio”, “il regno di Dio”. Dio mette la sua firma su una proposta di salvezza, ci mette la faccia, si gioca tutto. Vuole farsi conoscere!
  3. Tempo. Il vangelo ci ricorda che per fare esperienza di Dio c’è un tempo propizio, è “ora”. È la nostra vita, la nostra storia, il nostro quotidiano. In questo tempo Dio entra nella nostra vita.
  4. Deserto. È il luogo della prova, il luogo dell’essenzialità. Solo se eliminiamo dalla nostra vita ciò che è inutile e superfluo possiamo permettere a Dio d’incontrarci.
  5. Vangelo. È la buona notizia di un Dio vicino, non chiuso nel suo cielo, ma qui, accanto a me, in quei piccoli segni di bene che chiedono solo di essere accolti come seme nella terra e portati a maturazione.
  6. Satana. È l’ingannatore. Quando compare, nel vangelo di Marco, ha sempre a che fare con un’immagine sbagliata di Dio che gli uomini si sono fatti oppure che, forti del loro potere, impongono ad altri.
  7. Spirito. Presenza misteriosa nella nostra vita, è colui che ci guida, a volte in modo brusco buttando all’aria i nostri piani come vento impetuoso, a volte in modo dolce come brezza leggera. Qui è lui a “sospingere” Gesù nel deserto. Gesù si lascia condurre, facciamolo anche noi!
  8. Galilea. Agli occhi dell’ortodossia giudaica di Gerusalemme le tribù d’Israele che qui si erano stanziate si erano contaminate con i popoli vicini, di religione pagana. Da lì Gesù parte, e non dalla Giudea, troppo piena di sé per accogliere il suo messaggio, troppo convinta di avere la verità… come siamo spesso anche noi.
  9. Regno. È il sogno di Dio, che Paolo descriverà come “giustizia, pace e gioia nello Spirito”. È un regno che ha un’unica legge, quella dell’amore.
  10. Quaranta. Cifra simbolica, indica non tanto un preciso arco temporale, quanto un tempo entro il quale occorre decidersi ad assumersi le proprie responsabilità senza rimandare ulteriormente. È il tempo delle decisioni mature. Per Gesù è il momento di iniziare la sua vita pubblica. E per noi?

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Ultima modifica ilMercoledì, 04 Marzo 2015 00:25
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.




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