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A pranzo con noi... lezione di carità

Impegnarsi in un centro di accoglienza vuol dire anche esporsi ad alcuni periodi particolarmente difficili, a volte addirittura pericolosi. Per questo, mentre avrei voluto condividere a caldo qualche frammento di riflessione sul pranzo di Papa Francesco con noi, sono stata costretta da cause di forza maggiore ad attendere fino ad oggi.

Avrei voluto parlarvi subito di un uomo la cui discrezione mi ha profondamente colpito. Un uomo che con il suo silenzio ha mostrato di possedere la sapienza di chi sa assumere l’unico atteggiamento adeguato di fronte alla sofferenza. Così, mentre attendevo con curiosità ed interesse di poter ascoltare cosa avesse da dire Papa Francesco a tavola con una sessantina di “poveri”, ho dovuto, invece, lasciare spazio al grande clima di ascolto che si era creato nella mensa subito dopo il suo arrivo. Ho ancora nelle orecchie lo strano contrasto, durato per tutto il tempo del pranzo, tra le urla incessanti della gente in strada che non ha mai smesso di gridare il nome del Papa e l’atmosfera alquanto raccolta e molto sobria che si respirava, invece, all’interno.

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Come non ricevere da ciò una lezione di vita e di relazione? Come non riconoscere perfettamente incarnate le parole che spesso Papa Francesco utilizza invitandoci alla testimonianza evangelica concreta e visibile che solo in ultima analisi si serve della predicazione verbale?

Ho visto un uomo modesto che ha dato spazio a tutti, riservando un gesto ed uno sguardo per ciascuno, con pazienza paterna, tralasciando anche il cibo pur di non “tralasciare” le persone. Ho visto un uomo spontaneamente coinvolto con la sofferenza dell’altro, attento nell’ascolto e discreto nella risposta. Ho visto un uomo capace anche di scherzare, pronto alla battuta con un fine umorismo. L’ho visto, infine, salire a bordo di una minuscola Pandina blu (neanche ultimo modello), nella quale temevo non riuscisse ad entrare, lui che è un po’ robusto.

Non posso non ripensare a Gesù di Nazareth, a Francesco d’Assisi… al loro mischiarsi tra gli ultimi, semplicemente standoci in mezzo. C’è qualcosa che mi interroga, senza che io riesca in questo momento a darmi una risposta che mi convinca. Non so voi. Mi chiedo il perché di questo “stare in mezzo” a persone di cui conosci l’ambiguità profonda. A volte persone buone e “sfortunate”, ma molto più spesso uomini e donne che hanno fatto del mentire il loro strumento di sopravvivenza. Rendersi liberamente così vulnerabile, senza banalità, ma con intelligenza e partecipazione consapevole…perché?

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Papa Francesco avrebbe potuto approfittare della situazione per dire una quantità di bellissime e calde parole di vicinanza, incoraggiamento etc. Non ha detto nulla. E’ stato lì seduto, parlando con voce piuttosto bassa e pochissimo. Così mi ha evangelizzato…senza parole. Altrove ne ha dette e di molto interessanti. Ma con i poveri no. Forse è l’insegnamento del Crocifisso, amore silenzioso, l’unico adatto a quegli sguardi.

Ed io provo ad imparare…   

 

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Ultima modifica ilGiovedì, 17 Ottobre 2013 10:00
Stefania Baglivo

Studentessa presso l'Istituto di Scienze religiose in Assisi. Lavora nel Centro d'accoglienza della Caritas diocesana di Assisi e sta imparando dai poveri a conoscere Dio.

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4 commenti

  • Simone
    Simone Martedì, 15 Ottobre 2013 09:23 Link al commento

    Avrei voluto votare con 10 stelline, 5 per il racconto e 5 per la bella persona raccontata...

  • Stefania
    Stefania Martedì, 15 Ottobre 2013 13:16 Link al commento

    Ti ringrazio Simone, rallegrandomi di sentire che il tuo sguardo guarda verso lo stesso mio orizzonte scorgendone la bellezza... E' bello fare un pezzo di strada insieme.

  • Pietro
    Pietro Martedì, 15 Ottobre 2013 14:54 Link al commento

    Grazie Stefania della tua condivisione. Non potevi usare parole migliori per descrivere questo "semplice" evento, ma dai significati profondi, da scrutare!
    Non ero lì, ma dopo le tue parole mi sono sentito lì con voi: quel silenzio di cui parlavi mi ha riportato ad un altro "misterioso" e profondo silenzio a piazza san Pietro (dove ero presente): il minuto di preghiera per Papa Francesco dopo la sua elezione.
    Grazie ancora, Stefania e buon servizio :)

  • Stefania
    Stefania Martedì, 15 Ottobre 2013 16:51 Link al commento

    Grazie Pietro,
    sono contenta di poter condividere... E' prezioso anche per me trovare orecchie e cuore che ascoltino. Grazie!




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