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Un albero strano

...prenda la sua croce e mi segua

Marco 8,34

...prenda la sua croce e mi segua

Chiunque tu sia, ovunque tu vada, comunque tu viva, non potrai sfuggire alla croce. Le avversità della sorte, la contrarietà dell'ambiente, le ostilità di chi ti vuol male, le incomprensioni di chi ti vuol bene, le sofferenze del tuo fisico, le aridità del tuo spirito saranno, insieme o a turno, il tuo pane quotidiano. Cercare di evitarle? Fa' pure, ma con tutta la tua industria e con la più oculata accortezza non ci riuscirai.

Se anche arriverai a scansare la croce da un lato, eccotela comparire dall'altro, e se potrai evitarla oggi, te ne sei preparata un'altra per domani. Ribellarsi, imprecare? Con quale risultato? La croce di dosso non te la togli, ma la rendi più dura e pesante con la tua insofferenza. Così il male resta e si raddoppia. Se invece l'accetti, la croce diventa più lieve e meno ingrata. Anzi a un certo momento ti accorgerai di non essere tu a portare la croce, ma la croce a portare te. Poiché il dolore sopportato serenamente diventa la guida a una vita migliore, a una valutazione più esatta dell'esistenza umana, a una comprensione maggiore di te stesso e degli altri. Qualcuno ha detto che la vita si scopre solo con gli occhi del pianto; è certo, comunque, che colui che non ha mai sofferto è un superficiale nella conoscenza della vita e un impreparato nel più difficile mestiere, vivere. Il fallimento gli è inevitabile.
La croce, dunque, se tu la sai portare, cessa di essere un patibolo e diventa una cattedra. Nessuno infatti è così grande e saggio come colui che si fa docile allievo della croce. La più grande saggezza non sta nel conoscere molti libri e nell'avere molte nozioni, ma nel saper leggere nel libro della vita. Perché, se non sarai un grande matematico, non sarà una rovina per te; se non sarai un grande letterato, non sarà una rovina; ma se non saprai vivere, sarà sì una grande rovina per te. Ora l'errore più sciocco che tu possa fare è quello di prendere come un assoluto questa vita e come unici i beni di questo mondo; la sciagura veramente fatale per te è quella di attaccarti con tutto il cuore a questa esistenza e a tutto ciò che ti è caro quaggiù; perché quando a un certo momento tutto ti sfuggirà dalle mani e svanirà come un sogno, e ti si apriranno gli occhi sulla realtà, allora ti accorgerai di esserti stupidamente ingannato e di essere stato vittima di una beffa atroce. Se invece saprai accettare la croce e ascoltare i suoi insegnamenti, questo non ti potrà mai accadere, poiché essa ti avrà aperto gli occhi in tempo; ti avrà fatto vedere la precarietà e l'insufficienza delle realtà terrestri; con quale risultato? Di renderti così distaccato e indipendente da non farti temere più nulla e nessuno in questo mondo, fino a renderti signore di te stesso e degli eventi. Ma c'è di più: il dolore renderà più puro e disinteressato ogni tuo amore, perché amando gli uomini e Dio anche nella sofferenza è segno che tu non li ami per quel che ti danno ma per quello che sono. Come appunto bisogna amare. Così la croce ti avrà insegnato la cosa più meravigliosa del mondo: ti avrà insegnato ad amare sul serio. E poiché nell'amore è l'unica vera gioia, anche questa sarà frutto della croce. " O albero veramente strano! Gli uomini ti fuggono perché ti credono triste, mentre tu solo puoi farli felici, dal momento che su di te fu inchiodato l'Amore. "

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 16:19
  • Citazione: Mc 8,34
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori
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