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Attendo la bonaccia

"Maestro, non t'importa che siamo perduti?": anche il mio cuore ingrato se lo domanda

"Maestro...", anche se poi non ti ascolto come un maestro, "Maestro non t'importa che siamo perduti?".
Eppure intuisco che la potenza del Tuo Amore che traspare dalla Croce non si può sposare con l'indifferenza.
Ed anche quando mi sento sola e non ti sento, Te ci sei.
"Taci, calmati" e come lo hai detto alle onde di quel mare in tempesta, così lo dici anche oggi a quei flutti in tempesta nella mia anima che dividono la mia vita in correnti superficiali e correnti profonde, in dubbi, certezze, paure, fede.
Ed aggiungi, proprio come facesti con i Tuoi apostoli,  "Perché avete paura? Non avete ancora fede?".
La risposta fa male, va a toccare quelle ferite che vorremmo tenere a riparo, quelle debolezze ed incoerenze ipocrite che vorremmo solo tener nascoste.

Questo vacillare, questa incertezza della mia fede mi rende consapevole del bisogno che ho di te: ho bisogno del Tuo aiuto perché non so come non rendere idoli i miei progetti, come vivere, giorno dopo giorno, nel modo giusto, questo costruire basi, senza illusione ma anche senza impazienza, senza cinico disfattismo, senza scoraggiamento.

Rendimi capace di accettare questa tempesta che si è scatenata in me, di aprire un varco nel mio cuore perché possa incanalare nel verso giusto la potenza di questa tempesta.
I venti ed il mare ti obbediscono Gesù, saprai restituirmi la rotta giusta.
Attendendo la bonaccia.

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Ultima modifica ilLunedì, 21 Settembre 2015 22:40
Maria Carmen

Mi chiamo Maria Carmen (per tutti Marica), ho 24 anni, studentessa di Economia. Abito a Prato, sono catechista da diversi anni e ciò mi dà una gioia immensa. Una passione mai sopita per la scrittura come modalità preferita per trasmettere emozioni, una mania per la lettura. Sin da bambina ho avuto sempre una spinta particolare a non fermarmi al risaputo ma a continuare a pormi domande ed è così che potrei definire il mio modo di vivere la fede; una ricerca continua, un cammino in salita per cercare di vivere secondo lo Spirito anche nei giorni nostri, prendendo coscienza del fatto che, come diceva la volpe al Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi!”, che Dio è veramente dentro di noi e il non vederlo non lo rende meno presente.

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