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Attento a 2Facce

Semplici come le colombe, ma prudenti come i Serpenti

Matteo 10,16-18

Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.

maschera 1

Non darti delle arie. Sii quel che sei. Non cercar di apparire né di più, nè di meno. Sii sincero non solo nelle parole ma anche nella vita. Non essere un ricercato, un complicato, un eccentrico.
Il vino buono non ha bisogno di "arie". La bontà non ha bisogno di pubblicità, e la bellezza vera non ha bisogno di trucco. La retorica è una forma sorpassata: è dell'altro secolo. Nessuno ci crede più. E non c'è soltanto una retorica della parola, ma anche del pensiero e della vita.
Smettila di far sempre una commedia della tua esistenza. La parola troppo ricca accusa spesso un pensiero troppo povero, e la frase troppo contorta cela spesso idee molto arruffate.
Non essere cerebrale, ermetico, non fare il difficile. Son tutte forme di vanità spirituale, molto vicine alla vanità di una donna non bella, che non potendo interessare con la bellezza che non ha, cerca di richiamare gli sguardi con l'eccentricità della sua moda.
Ciò che è vero è semplice. Così nella natura, nell'arte e nella verità. Chi si allontana dalla semplicità si allontana dalla verità. La quale non è doppia, nè tripla, nè multipla, ma è una.
Tu invece sei doppio quando hai due facce: una per il pubblico, levigata, lucidata, messa a nuovo, sorridente, cordiale, dignitosa; e una intima, ma reale, non sempre pulita, spesso crucciata, torva, ostile. Tu sei doppio quando la tua parola non serve più a rivelare il pensiero, ma a mascherarlo.
Tu sei falso quando hai una doppia vita: quella ufficiale, irreprensibile, e quella privata, carica di miserie e di corruzione. Tu sei falso quando fai il doppio gioco: quello palese, altruistico, e quello nascosto, egoistico.
Sia il tuo passo dunque non tortuoso ed equivoco, ma libero e sicuro come il volo di colomba, e la tua vita non sia ambigua e sotterranea, ma diritta, al sole, come un palpito d'ala nell'azzurro.
Semplice però non vuoi dire sciocco, come saggezza non vuol dire malizia. E' detestabile il raggiro, non la prudenza: e puoi essere perciò avveduto senza essere impostore. Ti è vietata la aggressione e la vendetta, non la difesa.
Prestare la vita per salvarne un'altra è bello e perciò è cristiano; ma gettarla senza una grande causa è da idiota, e perciò non è cristiano. Cristo non è certo venuto per insegnarti la viltà, ma il coraggio, il coraggio però dell'eroe che si sacrifica per salvare, non del toro che muore per dilettare la plebe durante una corrida.
Ti è vietata la falsità, non il silenzio; perché leale non vuoi dire ciarliero. Parlare quando bisogna tacere è pettegolezzo; e tacere quando invece bisogna parlare è servilismo. Ti è vietato l'inganno, non la solerzia; perché l'operosità non è intrigo o arrivismo, ma è una condizione del progresso umano, e perciò è cristiana. Dio non favorisce mai né i pigri, nè i vili; e non si allea coi furbi o con gli sciocchi, ma ci comanda invece di non essere nè machiavellici nè squilibrati.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 15:49
  • Citazione: Mt 10,16-18
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori



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