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Basta, Signore!

Mi sono imbattuta in questo commento leggendo il post di una mamma che condivideva con i suoi contatti la sofferenza per la sua bimba, alla quale avevano diagnosticato una malattia piuttosto seria. Avete capito! La mamma scriveva questa brutta notizia, l'amica commentava così: "Basta, Signore!". Ora, non so se ho frainteso, ma io mi sono arrabbiata! Ma quale Dio conosce questa donna? Mi sembra assomigliare di più a Zeus che scaglia fulmini sugli uomini, geloso della sua felicità, che al Dio di Gesù Cristo, a quel "Dio Amore" di cui Giovanni parla nelle sue lettere.

Siamo ancora troppo legati a una certa mentalità che vede nella sofferenza, nel dolore, una prova mandata da Dio. Ricordo ancora una mamma che aveva perso il figlio, e il fratello a breve distanza di tempo, commentare: "Pazienza, vuol dire che il Signore vuole mettermi di nuovo alla prova". Non diciamo che Dio ci sta mettendo alla prova, che Padre sarebbe? io non riuscirei ad amare un Padre così, che quasi si diverte a far soffrire i suoi figli, quasi dicesse "...vediamo un po' come se la cava con questa disgrazia". Io so solo che in tutto quello che viviamo, anche nel dolore più grande, Lui è con noi, e il suo cuore è straziato come il nostro, ed è ancora più straziato quando vede che invece di amare ancora di più la vita e coloro che ci stanno accanto, invece di offrire quella sofferenza, farne dono, essere dono, ci ripieghiamo su noi stessi.
La sofferenza non è una prova mandata da Dio, ma possiamo viverla come prova, per capire su cosa si fonda la nostra fede, di cosa è fatto il nostro amore, se amiamo con cuore libero o incatenato dall'egoismo. È per questo che nella sofferenza o ci si aggrappa ancora di più alla fede (o la si scopre), o ci si allontana da essa.

Ho scoperto tanta sofferenza in questi giorni. Chiunque mi avvicina ha una storia da raccontare: il dolore non risparmia nessuno... Ecco, io credo che l'unica cosa che può salvarci dal dolore è l'amore. Sto imparando a condividere il dolore, ad ascoltare quello degli altri e a parlare del mio... a farmi vicina e a sentire la vicinanza dell'altro. E questa vicinanza, questo amore, piano piano guarisce anche le nostre ferite. La cicatrice rimane, ma non fa più male.

Se guardiamo a Gesù, questo è evidentissimo: Gesù non fa teorie sulla sofferenza, sul dolore, ma se ne fa carico. E la sua risposta è l'amore. L'amore che ascolta, che abbraccia, che solleva, che guarisce, che risana.

Amore, Dio non ha altro nome che questo.

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Ultima modifica ilLunedì, 06 Ottobre 2014 22:00
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.




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