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Chiesa e giovani - 15

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

19) più sensibilizzata al coinvolgimento dei giovani... e in ogni parrocchia ci dovrebbe essere un prete come Papa Francesco. Penso sia chiaro: spesso le chiese non coinvolgono i giovani... ce ne son sempre meno... e riguardo ai preti...beh, alcuni pare si siano trovati semplicemente un posto di lavoro, persone come papa Francesco o come Giovanni Paolo si capiva benissimo, anche da come si avvicinano rispettosi ad un altare, che SENTONO davvero il loro compito, senza farsi distrarre da altro che non siano i loro doveri. Più incontri e più iniziative e più domande che i preti si devono fare per essere sicuri che tutto quello che fanno piace a Dio.

Un pensiero assai schietto e deciso quello che viene offerto in questo contributo. Chiesa e giovani: due poli che, più che attrarsi, sembrano staccarsi sempre di più…
E - lo confesso - se fossi un giovane di una qualsiasi parrocchia, magari di montagna, e desiderassi celebrare con la comunità cristiana il giorno del Signore scapperei per primo, analizzando celebrazioni e clima che in chiesa si trovano, purtroppo, spesse volte!

Siamo ancoràti a tutt'oggi all’idea che "chiesa-canonica-sacramenti" siano “robe del prete”, che non sfiorano le persone non solo nelle attività, ma nemmeno nel pensiero. È abbastanza chiaro allora, che una celebrazione dove il presidente di turno ha da far tutto (manca solo che risponda alle didascalie ed esortazioni che lui stesso fa), giovani o non giovani “tagliano la corda”!

Il senso della domenica è FESTA, GIOIA, da come i primi cristiani l’hanno vissuta e tramandata. Ma oggigiorno possiamo affermare che… è così? Entrando e celebrando in chiesa la messa, o una veglia, o un momento qualsiasi di preghiera, che aria si respira? Di gioia, di coinvolgimento attivo… o piuttosto di un qualcosa che con la realtà poi odierna ha poco a che fare?

Ci sono migliaia di sagre ed eventi nella nostra Italia, dove i giovani si trovano per ballare, cantare, accompagnati da musica, e (vabbè questo non mi piace tanto, però!) birra e altre bevande poco salutari. È possibile invece che nella comunità cristiana, dove sono stati battezzati e dove hanno celebrato i sacramenti non si trovi un ambiente che “abbia a che fare con loro”, il loro modo di esprimersi, di essere se stessi?

Gran bel dilemma: “scardinare” il modo di celebrare può portare qualche prete a “estromettersi” o quasi dai canoni liturgici. D’altro canto ci si rende conto che Dio, dalla chiesa, non ha mai gioito perché uno o più giovani si allontanano, non sentendosi a proprio agio, dove c’è Lui…

Davvero improponibile pensare ad una chiesa, a celebrazioni in cui FINALMENTE il don di turno non rischia di essere l’unico protagonista (e non lo dovrebbe mai essere!!!) ma ogni persona, ogni membro del popolo di Dio è “celebrante attivo”, insieme al presidente che è Dio stesso?

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Ultima modifica ilVenerdì, 23 Maggio 2014 09:26
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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