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Chiesa e giovani - 21

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

25) Per quella che è la mia esperienza, io ho imparato ad apprezzare la Chiesa e a sentirmi legata sinceramente a Dio grazie a persone come i frati Sog di Assisi o il prete della mia parrocchia, che ha 28 anni ed è sempre in mezzo a noi giovani… Quindi quello che posso dire che mi piacerebbe è questo: preti e frati più vicini a noi, sia concretamente che nel modo di pensare… Persone divertenti e un po' pazze, capaci di trasmettere la gioia di stare vicino a Dio. Quello che non mi piace è il tradizionalismo eccessivo. A parer mio una messa allegra e un po' diversa ti resta dentro cento volte di più... Purtroppo molte persone non la pensano così, appena un prete fa qualcosa di diverso dal solito partono le critiche… Quindi per riassumere penso che mi piacerebbe una semplice cosa: un po' di apertura mentale in più!

Quello che condividiamo oggi è un intervento che mi fa… respirare di gioia, sono sincero!

Non tanto la pazzia come obbligo, ma la capacità o l’intuizione di non lasciarsi afferrare e trasportare da schemi fissi (tra l’altro spesso più sacri di Gesù stesso!), sintomi di staticità e incasellamenti nocivi, il più delle volte.

Si entra in argomenti alquanto “scottanti” qualora si volesse aprire qualche varco, o dare un po’ più di spazio alla fantasia e alla creatività: se da una parte ci sono coloro che le accolgono come un “segno dei tempi”, dall’altra parte un numero non piccolo le vede come un tentativo di don x farsi pubblicità, o di essere “battitore libero”, obbediente solo ai suoi personali canoni…

Gesù faceva certamente parte della categoria 2 dove l’importante è “dare compimento” ai comandamenti, non abolirli… Oggigiorno sarebbe sui giornali ogni giorno criticato, e forse fatto fuori ben prima dei 33 anni canonici, sicuramente!

Per “far crescere” il non-tradizionalismo occorrono alternative, poco da fare…

Ecco perché è quanto mai opportuno che tanti giovani non stacchino con la loro vita di parrocchia, di “chiesa”: andarsene è lasciar proseguire ciò che è cementificato, ma non permette di camminare, nella staticità… Offrire partecipazione, pazienza (tanta!), perseveranza e tenacia (a tonnellate!), può essere un valido metodo per aprire nuovi fronti, abbattere alcune barriere epocali, scavare ingredienti di fede finora sconosciuti…

Dio ci ha donato la mente e il cervello per… farli funzionare!

Che cosa ridicola pensare di tenerli fermi in officina, in reparto “oggetti scaduti”; o pensare di mettere in rianimazione un cuore che pulsa, solo perché… potrebbe combinar dànni! Non ne sono stati combinati, forse, finora…? Con celebrazioni poco gioiose, e persone che “fuggono”, più che “correre verso” Gesù?

Un po’ di pazzia sana è garante di Vangelo; una mentalità ottusa è garante di una fede che va cremandosi, che non offre più nulla da gustare, ma solo da… sopportare!

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Ultima modifica ilGiovedì, 03 Luglio 2014 09:24
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?