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Chiesa e giovani - 23

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

27) Sogno una chiesa piena di persone che amano Cristo e che conoscano il suo cuore, il suo carattere e soprattutto il suo sacrificio. Sogno una chiesa guarita. Una chiesa che vede e compie miracoli nel nome di Gesù

L’immagine di una Chiesa "guarita" porta la nostra attenzione al fatto che per star bene ed aver salute è utile avere un medico con il quale confrontarsi, e al quale ricorrere non sporadicamente, ma diremmo “a tempi brevi”, per tener sotto controllo costante l’intero organismo.

Proviamo a pensarlo… Gesù come medico sanante le infermità, non solo fisiche, ma in particolare quelle spirituali delle persone. Offre l’opportunità di diventare, a nostra volta, guaritori; “guaritori feriti”, un titolo di un libro del rettore del seminario dove ho studiato, rivolto alla formazione dei preti, ma che ritengo valido per ogni cristiano.

A volte si ha proprio impressione che del medico Gesù conosciamo… gran poco! Sì, forse dove abita, magari la casa, più o meno, non il numero civico, non abbiamo dimestichezza con la sua Parola. Anzi, probabilmente, ciò che di lui sappiamo, o ancora ci ricordiamo, risale all’epoca del catechismo.

Quanto bello pensare invece, che la Chiesa, e la chiesa, possano essere luoghi dove si realizzano “simposi” cristiani: non preminenza di qualcuno, ma parità di “ruoli e dignità”; dal povero allo studioso, ma ciascuno con la sua parte di umanità e di fede da conservare e regalare all’altro.

Siamo abituati a parlare di miracoli come di prodigi divini, no? Riferendoci al Vangelo, ne troviamo molti, in effetti. Ma non facciamo caso ai miracoli odierni, che ci capitano davanti agli occhi; non riusciamo a credere che Gesù i miracoli li realizza e li può realizzare anche oggi mediante il contributo di ciascuno! Guardiamoci attorno, e… il miracolo può essere ognuno di noi, se lo vuole!

Persone che conoscono il cuore, il carattere e il sacrificio di Gesù. Una triplice cordata per scalare le vette della fede, una triplice sinfonia per suonare l’orchestra polifonica della gioia, un triplice ponte per amare, accogliere e servire quel mondo stesso che tanto vorrebbe amarci, deliziarci e donarci pagine felici, se solo gli aprissimo disponibilità e dedizione vera!

È l’augurio che ci facciamo in questo tempo estivo, dove il riposo, lo stacco dalla quotidianità, sicuramente permettono di medicare le ferite nostre, e rimarginare quelle con gli altri!

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Ultima modifica ilGiovedì, 17 Luglio 2014 09:13
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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