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Chiesa e giovani - 26

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

30) Premetto che io credo in Dio, ma ho perso fiducia nell'istituzione della Chiesa. Non vedo il motivo per cui io possa essere guardata di cattivo occhio se non mi presento alle 9:30 puntuali ogni domenica in Chiesa a ripetere sempre le stesse cose che sinceramente dopo un po' diventano automatiche e non si ascoltano nemmeno più quando posso starmene tranquillamente in macchina, in giardino, nella mia camera o in qualsiasi altro posto a parlare con Lui, oppure leggere qualche passo della Bibbia quando magari cerco qualche risposta. Penso che la Chiesa negli ultimi anni, prima della comparsa di Papa Francesco, abbia perso parecchia credibilità... troppo corrotta, materiale e bigotta. Penso anche che ci vorrebbero più sacerdoti come te che si interessano alla nuova generazione, che si interessano a quello che pensano i giovani e li fanno riavvicinare alla preghiera, che stanno al passo con i tempi e non che continuano a pensare con la mentalità di 50 anni fa.. immagino che anche la Chiesa possa evolversi in modo da "non perdere fedeli". A volte mi sembra che tanti sacerdoti non eseguano il loro mandato come una vocazione, ma come comodità.

L'unica cosa che cambierei sono i sacramenti. Se mai avrò figli presumo che aspetterò che si responsabilizzino che facciano il loro percorso personale e poi lascerò scegliere a loro se ricevere i sacramenti, a partire dal battesimo. Dico così perché, come la maggior parte dei giovani d'oggi, ho passato la fase del rifiuto della religione, rifiutavo di credere perché la vedevo troppo come una cosa forzata, obbligatoria. E penso che se avessi avuto più libertà di pensare con la mia testa oggi la vedrei in modo completamente diverso.

Ci vorrebbe un anno qui, eh? Per trovare la maniera più corretta per esplicitare questa ricchissima e profondissima riflessione che ci viene offerta.

Voglio limitarmi ad alcuni semplici suggerimenti, al fine di “non tirarla troppo per le lunghe”!

  1. Dio: fattore personale o comunitario? Normalmente sembra abbia la prevalenza una delle due opzioni; in realtà, entrambe sono necessarie e insostituibili! In quanto cristiani facciamo parte di una comunità, con la quale siamo invitati a lodare e pregare Dio, ecclesialmente. Poi, personalmente, ognuno ha e scopre il proprio rapporto con Dio: chi prega in chiesa, chi preferisce farlo scalando una montagna, chi contemplando l’alba o il tramonto in spiaggia… La “duplicità” ci ricorda come siamo parte di un popolo, di un insieme, e, nello stesso tempo, ci permette di mantenere la nostra originalità e unicità.

  2. Penso che la Chiesa negli ultimi anni, prima della comparsa di Papa Francesco, abbia perso parecchia credibilità”… Difficile pensare il contrario, con varie notizie di cui siamo stati sollecitamente informati. Ma non va tralasciato tutto il bene che essa, e in essa, ancora continua a progredire e ad essere assicurato a tanti fedeli e persone.

  3. Una chiesa e una fede presentate, spesso, come forzature e obblighi. È vero, specie negli anni passati come il “dovere” fosse davvero qualcosa di inevitabile, anzi! Gesù non ha mai sancito obblighi, ma sempre inviti, opportunità. Presentare Dio non come costrizione, ma come piacere di gustare la bellezza… che sia proprio sbagliato?

  4. I sacramenti: prima di essere una richiesta nostra, sono e rimangono sempre un DONO di Dio. Essendo un dono immenso, riceverli come qualcosa di solito, di routine (“tutti fannno la I comunione a quest’età, o la cresima a quest’altra”) li svaluterebbe e ne farebbe perdere di molto la profondità. Ci sono genitori che donano ai figli oltre al cibo e al vestiario, anche la fede fin da piccini; altri, invece, preferiscono lasciarli al loro libero arbitrio da adulti… Ho una preferenza per i primi io! Sapete: regalare, donare Dio a chi non lo conosce è qualcosa di meraviglioso, anche se ancora incapace di capire e comprendere…

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Ultima modifica ilVenerdì, 08 Agosto 2014 09:44
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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