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Chiesa e giovani - 27

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

31) La domanda, metaforicamente parlando, parla della persona che gestisce la chiesa, e tale è come loro la vogliono! Vorrei una chiesa accogliente, dove i comandamenti di Gesù siano il suo principio, il principio di carità, di amore, dove io o qualsiasi essere vivente possa essere accettato come è veramente, senza pregiudizi, senza codice, senza regole! Io ladro, io assassino, io povero, io lesbica, io gay... io non accetto una società limitata da giudice e regole che soffocano tutti coloro che vogliono essere liberi! La chiesa è come una seconda casa, là dove io provo a trovare il mio io, dove le mie lacrime sono accolte e il mio essere amato! La chiesa dove i soldi non dovrebbero esistere, perché a cosa servono i solidi? Per parlare o esprimere la Parola di Dio non c’è bisogno di soldi! Per amare non c’è bisogno di essere pagato, l'amore viene dall'anima! Una chiesa umile di cuore e di anima! Una chiesa allegra, una chiesa che balla, che sogna... La chiesa di oggi ha cambiato tanto, i giovani si nascondono, i bambini ridono, perché sentire Dio è cosi noioso? Dio è allegro, Dio è un amico che a noi fa ridere...ridere di felicita perché la vita è magnifica.

Ci illumina questo intervento nell’esporre qualche considerazione su ambito economico e ambito familiare.

“Se non si parlasse di soldi, tesori vaticani, proprietà ecclesiastiche, la Chiesa non sarebbe com’è ridotta ora!”. Questa è una frase che in sé è bella, ma "coi se e coi ma la storia non si fa" Essa è inevitabilmente coinvolta nell’ambito economico (e come può non esserlo?). Ciò che più è preoccupante è il fatto che essa in primis sia pensata in questo ambito… E’ nella povertà e nella semplicità che stanno i fondamenti della Chiesa. In essi, dovrebbe risiedere la radice di ogni uomo e donna, specie cristiano. Così spesso non è, come constatiamo…

Forse, però, prima di ogni sentenza verso l’altro, sarebbe importante domandarsi: «Ma io che Chiesa sto aiutando a costruire, a far crescere, a far conoscere?». Consideriamo Chiesa gli altri, o… Chiesa siamo anche noi?

Una Chiesa allegra, felice… Così vorremmo fosse e, invece, spesso non è. Cosa impedisce ai nostri occhi e cuori di pensare ed immaginare non un Dio con barba bianca, e severo, ma un Dio che si presenta con simpatia, battute e barzellette? Pensare un Gesù festoso, non statico o stigmatizzato… sarebbe proprio osceno?

I giovani esordiscono nei loro dialoghi dicendo: «Andiamo a far festa, sabato, eh!». Chiesa come occasione di festa, di allegria, di allietare il proprio animo: fossero così le nostre preghiere, il nostro radunarci la domenica! Altro che chiese semivuote! Dovrebbe progettare nuovi edifici, per farci stare i tanti e benvenuti “festaioli “ cristiani!

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Ultima modifica ilMercoledì, 13 Agosto 2014 23:53
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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