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Chiesa e giovani - 28

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

32) Premetto che io sono credente, ma credo in Dio...non molto nella chiesa... purtroppo le mie esperienze mi hanno portata ad allontanarmici e a sentirmene sempre più estranea... questa domanda meriterebbe una lunga riflessione secondo me e forse più coinvolgimento e conoscenza in materia... ma così su due piedi posso dirti che io vorrei una chiesa che rispetti davvero le parole del Signore, un luogo dove potermi sentire come quando Gli parlo ogni sera prima di addormentarmi... un luogo aperto a tutti, proprio a tutti, senza pregiudizi e interessi di varia natura... e poi sicuramente è necessario che stia un po' più a passo con i tempi, dato che il mondo continua a girare ma spesso la chiesa pare essersi fermata del tutto... questo tra l'altro penso possa portare ad un avvicinamento anche da parte delle nuove generazioni, che si stanno davvero perdendo in una società priva di veri valori... Vorrei vedere la chiesa come un amico, un coetaneo con il quale crescere in maniera sana, cosciente... con dei valori veri e intramontabili... Grazie per la domanda, è stata uno spunto di riflessione... ce ne sarebbero molte cose da dire...ma spero, nel mio piccolo, di averti un po' aiutato... la nostra religione ha bisogno di grandi persone, meno male che ora abbiamo Papa Francesco!!! Vorrei tanto che la sua influenza riuscisse a cambiare davvero le cose!

Un contributo davvero profondo e pieno di speranza, fin dalle prime righe! Lodiamo il Signore perché sono parole e suggerimenti che regalano ossigeno e ci invitano a camminare, a non “attendere tempi migliori”!

Cristo sì, Chiesa no: un dilemma, diventato ormai di enorme diffusione tra i cattolici (specie italiani). Mi  piacerebbe a volte avere la bacchetta magica per “risolvere” quei problemi o quelle esperienze negative vissute dalle persone dentro la propria comunità, e favorite magari da altri parrocchiani o preti. E’ evidente che è solo un sogno; la realtà è diversa e, sicuramente, è meglio così!

Poter “aggiustare” in due attimi sofferenze e delusioni sarebbe una comodità troppo umana, ma… conveniente davvero? Forse è opportuno pensare ad un cammino, a un ripartire o riprendere da capo, in alcune circostanze.

“Avvicinare le nuove generazioni”: la frase che più mi stuzzica l’animo, in questo intervento. Eh già, perché perdere, ora come ora, alcuni componenti fondamentali della società e delle comunità cristiane, sarebbe un flop davvero clamoroso, con tutte le risorse a nostra disposizione.

Come avvicinarle, e come farsi loro prossimi? In realtà credo basti una domanda: “Cos’è accattivante per un giovane? Cosa può renderlo attratto al punto da non poterci rinunciare? Ad alcuni la risposta è immediata: festa, disco, droga, alcool… Ci sta, ma… sarebbe banale fermarsi lì!

E di più profondo, invece?

Domandiamo senza paura, ai giovani che incontriamo nei bar, in piazza, nei crocicchi delle strade: «Cos’è che ti rende davvero interessato? Dove “perderesti tempo” senza tante preoccupazioni?».

Son pronto a scommettere che più di qualcuno risponderebbe in maniera ben diversa dalle attese; ma una maniera ricca di ricerca di qualcosa di profondo, di non banale, di non frivolo!

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Ultima modifica ilGiovedì, 28 Agosto 2014 09:39
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?