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Chiesa e giovani - 35

Come vorresti la Chiesa? Come la sogneresti?"

38) Sogno una Chiesa che ritorni ad essere conforme alle prime comunità cristiane, dove la condivisione e l'amore tra le persone sia tangibile, cosicchè la solitudine sia bandita dalla vita di ognuno perchè saremo parte veramente di un unico corpo e di un unica famiglia! Come vede la mia idea è semplice e banale ma credo che Cristo la condivida!

Condivisione e amore tangibili, per bandire la solitudine.

Per abbattere un nemico: la solitudine, - ahimè - molto presente al mondo d’oggi, soprattutto spirituale, due “alleati” straordinari: con-dividere (dividere assieme) e amore (donarsi il massimo di bene che ognuno è, ed ha).

Il riferimento è chiaro: «Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo» (At 2,42-47).

Sembra questo il sogno di una comunità, ma.. in realtà descrive, per l’appunto, la vita della primissima comunità cristiana, alla quale siamo invitati ad assomigliare.

In effetti… la Chiesa è “corpo unico”, voluta da Gesù; ma quante frammentarietà sono state costruite, al suo interno!

Un’unità diventata “dis-unità”, da tanto tempo, e gli sforzi per ricrearla non sembrano mai essere abbastanza!

Più che ricercare e promuovere ciò che ostacola, ciò che divide, ciò che distacca, perché non concentrarci su ciò che accomuna? L’obiettivo è Gesù… deve essere il punto di arrivo, ma anche il punto di partenza verso cui tutti sono invitati a puntare!

Ciò che è mio è anche tuo; ciò che è tuo, è anche mio.

Slogan assai semplice, ma di un’efficacia sopraffina: ogni cristiano (ed ogni uomo, ancor più), vivendo con questo "leit-motiv", favorirebbe di gran lunga l’unità, l’armonia, non sentendosi estraneo, ma sempre “di famiglia”.

Combattere la solitudine è possibile? Sì, avendo il coraggio di condividere chi siamo e ciò che abbiamo, promuovendo il bene, nostro e dell’altro!

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Ultima modifica ilGiovedì, 23 Ottobre 2014 00:39
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




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