banner header
Log in

Chiesa e giovani - 8

12) ogno.... una Chiesa/parrocchia che lasci perdere il pregiudizio, il giudizio per lasciare spazio alla comprensione.... sogno una Chiesa che incarni l'accoglienza.... innanzitutto verso quelle persone che sono nel dolore, nel disagio, nella sofferenza.... mi riferisco ad esempio a persone che hanno subito una separazione, a giovani che sono disorientati. Sogno una Chiesa/parrocchia che prima di tutto metta al Centro l'Eucarestia, in modo che il fare poi possa diventare preghiera. Sogno una Chiesa dove la domenica ogni persona si ritrovi intorno alla Messa, fonte di ogni azione e scelta: sogno genitori che prendono per mano i loro figli per vivere l'Eucarestia, sogno giovani che animino la Messa con le loro chitarre, sogno persone adulte e anziane, che, con il loro esempio e la loro esperienza, trasmettano il valore della vita e della fede ai più giovani. Sogno una Chiesa sorridente, animata dalla gioia, che viene dalla consapevolezza del dono di sé e dalla certezza di essere accompagnata dalla presenza di Gesù. Sogno una Chiesa non fatta di mattoni, ma di persone, di condivisione, di storie che danno il sapore di eternità. Sogno una Chiesa che riscaldi le persone attraverso l'ascolto e l'empatia che danno la sicurezza di non camminare da soli. Sogno una Chiesa/Parrocchia in cui si gareggia nello stimarci a vicenda e ci si corregge senza veli o paure con l'intento di crescere tutti insieme e mettendo sempre al centro non il prestigio personale, ma il bene della Comunità.. Sogno una Chiesa che vive ed incarna il perdono, come risorsa e valore aggiunto per comprendere quanto Dio ci ama. Sogno una Chiesa che sa accettare anche i suoi limiti per riscoprire l'Amore di Dio e ripartire dalle fragilità che possono diventare dono e Grazia per costruire un Amore più autentico e profondo. Sogno una Chiesa in cui ci si benedice, anche con lo sguardo. Sogno.....il sogno di Dio. Comincio io?

Non ricordo bene se questo intervento mi è giunto da una moglie e mamma di alcuni ragazzi, ma tutto mi fa pensare che sia proprio così!

C’è una grande passione, una fede che si sente emergere da questi sogni, da queste parole, e che fa bene, scalda il nostro animo, rivitalizza i nostri pensieri e mette in moto creatività e fantasia e non fa restare stagnante la fede, la gioia del Vangelo.

Le considerazioni potrebbero risultare lunghe e complesse nel dare qualche “chiave di lettura” a partire da questo intervento. Papa Francesco ci mette in guardia da un inganno nell'operare: “Perché mi dovrei privare delle mie comodità e piaceri se non vedo nessun risultato importante?”. Con questa mentalità diventa impossibile essere missionari. Questo atteggiamento è precisamente una scusa maligna per rimanere chiusi nella comodità, nella pigrizia, nella tristezza insoddisfatta, nel vuoto egoista. Si tratta di un atteggiamento autodistruttivo perché «l’uomo non può vivere senza speranza: la sua vita, condannata all’insignificanza, diventerebbe insopportabile»1.

La frase più forte e centrale di questo sogno è… l’ultima: «Comincio io?».

Sta proprio qui l’incipit per realizzare il proprio sogno: non posso aspettare che sia il mondo, l’altro a iniziare; ma sono io, nel contesto in cui vivo, nella comunità dove risiedo, nel contesto dove opero, a pormi la domanda, a cui dare risposta: che cosa posso iniziare a fare io, di persona perché la Chiesa, la parrocchia sia un sogno accessibile a tutti?

Diventa un invito per te che stai leggendo allora: vuoi cominciare a fare per primo la tua parte, per rendere migliore la comunità, l’evangelizzazione del tuo contesto culturale, sociale, civile? Da dove puoi iniziare?

Buon lavoro perché, in questo caso, lavorare non sarà mai abbastanza e non ci sarà crisi alcuna, anzi!

1 Papa Francesco, EG 275.

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

 

Ultima modifica ilGiovedì, 03 Aprile 2014 09:42
Don Federico Fabris

Sacerdote dal 2007, insegnante di religione nelle scuole medie di Padova.




Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?