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Dal profondo della caverna: “grazie”

L’anima nasconde pieghe recondite che solo Dio conosce. La propria povertà interiore, il sentirsi piccoli e fragili può essere spiegato agli altri ma solo chi riesce a leggere pienamente le pagine macchiate del tuo cuore può comprendere. Molte persone guardano tutto ciò che è esterno con grande avidità, con occhi rapaci e giudicanti.. non conoscono se stessi… Il cuore dell’uomo è una caverna che molto spesso nasconde pipistrelli e ossa di morti!

Volevo condividere con voi la bellezza dell’aver passato una sensazione spettacolare. Un giorno di fronte al santissimo esposto (adorazione eucaristica) ho percepito la mia povertà interiore con una nitidezza che non avevo mai avuto prima. Questo mi generò un grande disagio ma durò pochissimo in quanto mi sono sentito profondamente amato da Dio! Già mi sono sentito amato da Dio in quella situazione!!

L’amore di Dio riversato nella povertà del mio cuore mi ha fatto scaturire un semplice e immediata: “Grazie!”.

Le lacrime di gioia sono la conseguenza più naturale a tutto questo..

Lacrime… e lacrime di gioia!

Benedico Dio che mi mostra i miei peccati, mi mostra i miei difetti perché sono occasione per crescere e andare da Lui a ricevere misericordia. Preferisco vedere la caverna del mio cuore e comprendere dove non amo piuttosto che in una caverna vedere angeli o santi..

Voglio vedere dove sbaglio ma anche quanto Lui mi ama. Così avviene la conversione. Se manca il comprendere i propri errori non si cambia mai e se non ci si sente amati da Dio il “cambiare” diventa forzato e rischia di essere temporaneo.

Allora dovremmo essere un po come dei speleologi dell’anima che hanno il coraggio di fare l’esame di coscienza e leggere la vita di tutti i giorni con la logica dell’amore e non dell’egoismo.

E se ciò che scopriamo nel nostro cuore è spaventoso?

Dio ha riconciliato il mondo tramite Gesù Cristo e oggi questo perdono è per te nel sacramento della riconciliazione (confessione).

Lo so, una parte di te dice: “ma adesso devo andare a confessare le cose mie al prete?”.

Il sacerdote è uno strumento di Dio. Fidati.. quando andrai da lui, se ti vergogni chiudi gli occhi e immagina Gesù di fronte a te!

Ti auguro ogni bene e che tu possa dire dal profondo del tuo cuore-grotta: “Grazie Gesù!” perché mi ami e piangere di gioia!

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Ultima modifica ilMercoledì, 11 Giugno 2014 00:50
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.




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