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Dio-Amore e Vita eterna

Dio è amore” (1Gv 4, 8)… e pertanto è immancabilmente pure creazione, partecipazione, vita! Ha infatti creato l’intero Universo. E con la Terra popolata da migliaia di miliardi di esseri viventi; uomo, infine, compreso.

Ed inoltre: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio; perché chi crede in lui non muoia, ma abbia vita eterna" (Gv 3, 16).
Poteva anche scegliere di arrivare all’improvviso, in un corpo trentenne, ed iniziare subito l’evangelizzazione… E invece, no!

Perché, proprio e sempre per amore, ha voluto partecipare appieno alle condizioni umane in questa “valle di lacrime”: svilupparsi lentamente nel grembo di una donna, nascere quasi povero e nel disagio, persino perseguitato e profugo.

E poi vivere in una normale famiglia, “sottomesso ai suoi genitori” (Lc 2,51). Oltre a provvedere al proprio mantenimento con l’umile lavoro dell’artigiano, e sempre nell’ osservanza delle leggi ebraiche ed anche di quelle romane.
Infine - dopo tre anni di missione nel completamento ed arricchimento della biblica Parola di Dio, tra le molte incomprensioni e le non poche ostilità nonostante le numerose guarigioni dispensate e gli indiscutibili miracoli - trovarsi ad essere condannato a morte “e alla morte in croce” (Fil 2, 8). Dove, lì inchiodato, ebbe a subire la maggiore di tutte le sue sofferenze: sentirsi abbandonato persino dal Padre.

Ma pure tale atroce termine della sua vita terrena doveva far parte dei divini progetti: progetti sempre di amore ed anche di inevitabile giustizia!
Perché “il Figlio dell’uomo” ci ha così riscattato da ogni male, pagando con un "male" infinitamente maggiore: il dolore, nell'anima e nel corpo, offerto in sacrificio all’eterno Padre. Ed è come dire che il Padre ci ha quindi amato ancor più del suo Figlio diletto o, meglio, più di se stesso!

Ma, proprio in quanto amore assoluto, non poteva fare diversamente; poiché - se avesse mandato un'altra persona - avrebbe tradito il suo Amore; dato che avrebbe fatto soffrire una sua creatura, invece di prendere la sofferenza su di sé nel Figlio suo...

tunnelQuesto (nel mio piccolo) mi riporta a lontani e personali trascorsi, quando di tanto in tanto succedeva che "le mie creature" si trovavano a soffrire per qualcosa; ad esempio un banale mal di denti o di ventre, che però poteva rovinare loro una festicciola o una gita: ecco che allora, potendolo fare, volentieri mi sarei preso il loro male... Dio è l'Onnipotente, può dunque farlo, e quindi lo fa!
Inoltre, l'offesa rivolta all'eterno Padre - Sovrano dell’universo intero, Signore onnipotente e buono - è talmente assurda e grave da poter essere riparata (secondo, appunto, giustizia) solamente dallo stesso Dio.
Ed è così, dunque, che l’Amore - pur sempre nel rispetto del libero arbitrio - non solo ha poi trovato l’antidoto per ogni male, bensì è anche riuscito a trasformare definitivamente ogni male in un bene maggiore: "Tu che hai fatto, della croce, l'albero della vita"…

Persino la morte - infatti - sia dell’anima che del corpo, risulta ormai e per sempre sconfitta: quella dell’anima con la remissione dei peccati e quindi con il rilancio di una vita rinnovata, quella del corpo con la già palesata risurrezione della carne e la nostra trepidante aspettativa di una splendida vita eterna in “nuovo cielo e nuova terra” (Ap 21, 1).       

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Ultima modifica ilMercoledì, 10 Dicembre 2014 23:28
Paolo Morandi

Sono un insegnante in pensione, articolista e saggista, residente nel Trentino. Negli ultimi anni mi sono occupato di problematiche, etiche e morali; in particolare nell'ambito della sessualità, oltre a tutto ciò che concerne il nostro quotidiano modus vivendi.

Sito web: www.paolomorandi.wordpress.com



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