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Dio! Ci pensi tu o ci penso io?

Non Tenterai il Signore tuo Dio

Matteo 4,7

Non Tenterai il Signore Dio tuo

testata Responsabilita Sociale

Due abusi di fiducia confondono gli uomini: la fiducia in se stessi fino a non curarsi di Dio, e la fiducia in Dio fino a deresponsabilizzare se stessi.
Il primo vizio è superbia, il secondo è pigrizia. Il primo porta alle più grandi follie, il secondo alla peggiore degradazione. Infatti come puoi fidarti di te quando sai così poco della realtà, quando non sei sicuro neppure delle tue forze e della tua esistenza, quando il mistero ti fascia dovunque? Come un cieco brancoli in questo mondo, e vuoi fidarti di te? Potrai fare i più splendidi sogni, potrai ideare i più grandi progetti, potrai aspirare alle più alte vette; ma quando si tratta di realizzare, presto o tardi cascherai nel fosso. Anzi potrai avere anche la fortuna di fare molto cammino, potrai anche elevare verso il cielo le tue ardite costruzioni, ma verrà il giorno in cui perderai l'equilibrio, verrà il momento della vertigine, e precipiterai. E a questo punto tu pretendi che Dio venga a farti il miracolo: venga a pagarti i debiti, venga ad afferrarti mentre vai a capofitto? Dio ti avvertì in tempo: «Non fabbricare la tua casa sopra la sabbia». E tu rispondesti: « Lascia fare a me ». Dio allora si ritrasse rispettosamente indietro e ti lasciò fare da solo. Ed ecco che cosa sai fare: rovinarti! Perché tu sei cieco e l'errore lo porti con te. Ogni progresso che l'uomo fa da solo è un passo verso il suicidio. Così nella storia degli individui, così nella storia dei popoli. Ma l'uomo superbo non accetta lezioni da nessuno, tanto meno dalla storia: egli si crede sempre l'uomo di eccezione, uno non come gli altri. In realtà egli non fa che ripetere gli errori degli altri, per poi subirne la medesima fine.
D'altra parte però non devi appoggiarti talmente a Dio da pretendere da lui quello che tocca a te. La fiducia in Dio non deve essere una scusa per coprire la tua pigrizia. Non ti illudere: Dio non si farà mai alleato della tua poltroneria. La Provvidenza esiste, ma per chi ha voglia di lavorare, non per gli oziosi; per i combattenti, non per i disertori. Dio non ti ha creato per goderti la vita, ma per conquistartela; non ti ha fatto perfetto, ma perfettibile affinché la perfezione fosse anche un po'opera tua. Ti ha dato un mondo pieno di ricchezze e di potenze, ma non tutte manifeste, molte il più delle volte nascoste, per procurarti la soddisfazione della scoperta; non tutte nelle tue mani, molte da raggiungere con impegno e pazienza per farti sentire la gioia della conquista. A ogni altra creatura Dio ha dato una casa, un vestito e un pasto già preparati; ma all'uomo ha dato l'intelletto e le mani con cui fabbricarsi a suo piacere la casa, il vestito e il pane. Non dire dunque che le cose andranno a posto da sole, perché le cose aspettano te; non dire che tutto è destinato, perché il destino dipende molto da te. Non dire il Signore provvederà, quando invece puoi e devi provvedere tu. Dio non è il tuo procuratore, né il tuo fornitore, né il tuo cameriere. E' invece Padre, il quale per educare i suoi figli non deve offrire loro ogni cosa già tutta disposta e preparata, perché così impedirebbe ad essi ogni ricerca, ogni sforzo e ogni esercizio. In tal modo non ne farebbe degli uomini ma delle bambole; non ne favorirebbe lo sviluppo e il progresso ma ne causerebbe l'infantilismo e l'involuzione. Come vedi, più che salvare le nostre comodità, Dio si è preoccupato di salvare la nostra dignità. Non tentare dunque il tuo Signore mettendoti a sedere e aspettando da Lui quello che invece Lui si aspetta da te; e non metterlo alla prova pretendendo che venga a salvarti Lui, quando nei guai ti sei messo da te. Ma in ogni tuo dovere agisci come se tutto dipendesse da te, e quando hai fatto tutto il tuo possibile, fidati di Dio come se tutto dipendesse da Lui.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 16:04
  • Citazione: Mt 4,7
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori
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2 commenti

  • Ivan
    Ivan Lunedì, 22 Luglio 2013 23:08 Link al commento

    Ci crederesti se ti dicessi che mi sto comportando più o meno così, anche se da poco tempo consapevolmente?
    Mi son reso conto che i fallimenti veri, quelli in cui uno magari ci mette l'impegno e poi si ritrova con un pugno di mosche non sono dovuti alla nostra incompetenza ma dall'aspettarsi qualcosa da quello che stiamo facendo.
    E invece uno dovrebbe aspettarsi né più né meno che raggiungere il risultato di fare. Che secondo me è già un ottimo traguardo. Senza aspettarsi chissà cosa.
    Infatti, ora, se sbaglio, so che in fondo non ho fallito io. Al limite non son portato, non ho esperienza e via dicendo ma non è un fallimento personale. E' una prova non superata e comunque per me è un di più.

  • Rachele
    Rachele Martedì, 23 Luglio 2013 16:00 Link al commento

    Giovanni, un bellssimo articolo, un inno all'umiltà e semplicità. Un invito sincero a rimboccarsi le maniche per costruire la casa sulla roccia, confidando sempre nella speranza di questo nostro futuro che è Cristo!




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