banner header
Log in

Dio esiste: la prova di Anselmo

67890000

La prova dell'esistenza di Dio "ad absurdum" di Sant'Anselmo

Argomento a Priori

La domanda sull'esistenza di Dio, ci accompagna attraverso i secoli. Nonostante i molteplici tentativi di rispondere alla domanda, essa rimane, e rimarrà ancora di perenne attualità. Tuttavia gli autori antichi e moderni che trattano questo argomento ci possono aiutare, non tanto a credere quanto a pensare. Anche se si parla di prove dell'esistenza di Dio, queste servono solo a dimostrare che il credere in Dio è anche un agire dell'intelletto. Attento: la Fede rimane sempre Altro che semplici ragionamenti di tipo intellettuale.
Uno dei grandi maestri del pensiero che ci offre una risposta tramite la ragione sull'esistenza di Dio è Sant'Anselmo. Il così detto argomento a "Priori" dell'esistenza di Dio. L'argomento si presenta come un argomento ad absurdum dove si assume delle premesse (a priori) come valide finché non si trovano delle contraddizioni all'interno dell'argomento stesso.

Ecco il  modo di argomentare viene utilizzato da Sant'Anselmo. Egli parte dal Salmo 13 quando dice «disse lo stolto in cuor suo: Dio non esiste». Così Anselmo si chiede: perché è lo stolto a dire che Dio non esiste e non è il dotto? E pensando che Dio è «qualcosa di cui non si può pensare nulla di più grande», afferma che anche lo "stolto" intende nella sua mente, ciò di cui si parla. Pertanto, se lo stolto volesse negare l'esistenza di Dio, egli non dovrebbe avere "l'idea" di Dio, che per definizione E' qualcosa di cui non si può pensare nulla di più grande.

Certamente con questa breve trattazione non si può dimostrare che ciò che si è pensato con la mente o intelletto, esista nella realtà. Ma, certamente, Dio (che è ciò di cui non si può pensare qualcosa di più grande), non può essere nel solo intelletto, sostiene Anselmo. Perché se si può pensare nell'intelletto, si può pensare che esista anche nella realtà, il che fa dell'esistenza di Dio più probabile di quanto sia la sua negazione.
Questo è il punto focale dell'argomentare di Anselmo, dove viene utilizzato l'argomento ad absurdum. Nel momento in cui comprendo con la ragione che Dio è qualcosa di cui non si può pensare nulla di più grande, si nega la sua esistenza nella realtà. Questo porterebbe ad una contraddizione. Poiché quando sostengo che Dio esiste solo nell'intelletto mi contraddico, poichè nello stesso intelletto posso pensare come esistente cio' che percepisco coi sensi.
L'idea che Anselmo presenta è basata sull'intuizione. Egli porta l'esistenza di Dio non solo nel piano intellettuale ma anche intuitivo, come io intuisco la mia esistenza cosi si può intuire quella divina. Quest'idea dell'intuizione viene presentata anche da S.Bonaventura quando dice «Se c'è il contingente, c'è anche il Necessario». Sono degli argomenti che non solo coinvolgono la ragione, ma l'intimo più intimo dell'essere umano.

 

Ultima modifica ilSabato, 13 Luglio 2013 20:33
Aaron Abdilla

Laureato in Filosofia all'Università Pontificia Antonianum di Roma.

Membro del Sotto Comitato d'Educazione del Comune a Mellieħa, Malta.

Coordinatore della Rivista "Qiegħa għat-Tfal"

Vive a Mellieħa, Malta.

Sito web: https://www.facebook.com/aaron.abdilla?fref=ts

Ultimi da Aaron Abdilla




Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?