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Dio non arriva in modo Spettacolare

Il Regno di Dio non viene in modo spettacolare !

Luca 17,20-21

I farisei gli domandarono: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione,e nessuno dirà: «Eccolo qui», oppure: «Eccolo là». Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».

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Ho avuto successo, dunque Dio è con me. Tutto mi riesce bene, dunque Dio mi assiste arrivata la prosperità, dunque io sono a posto ». No, caro, tu ti sbagli. Il discorso non fila: il tuo sillogismo ha una gamba di legno, perché il punto di partenza è completamente falso.
Chi ti ha detto che Dio fa l'affarista? O perché lo scambi con un portafortuna? Chi ti ha detto che Dio fa l'adulatore o l'impresario dei grandi spettacoli? Quando mai Dio ha promesso la vincita alle lotterie, o il primato in un concorso, o la vittoria in una contesa, o la supremazia fra i concorrenti, o il trionfo sui persecutori? Queste non sono le promesse di Dio, ma le pretese degli uomini; non di chi si pone a servizio di Dio, ma di chi vuol porre Dio a proprio servizio. Chi ti assicura che le tue vedute siano quelle di Dio e gli interessi tuoi quelli di Lui? Spesso invece è proprio l'inverso: i tuoi progetti non sono quelli di Dio.
Che tu abbia fortuna nelle tue imprese non è un privilegio divino; perché la fortuna è cieca, e Dio al contrario ci vede; la fortuna è aleatoria, e Dio invece non gioca a dadi. La prosperità non è una protezione divina, perché molto spesso è invece una tentazione. Il successo non è il "sigillo" divino, perché Dio non ha bisogno del benestare degli uomini. Dio non ama le misure spettacolari, perché i nostri applausi non lo lusingano affatto. Dio non ama il chiasso, anzi arriva quasi sempre in punta di piedi. Giunge quando Lui vuole, dove vuole; non quando vuoi tu, dove vuoi tu, come vuoi tu. Egli non organizza delle grandi parate, perché non Lui ma gli uomini hanno bisogno di incoraggiarsi a vicenda con le dimostrazioni. Gli uomini hanno bisogno del numero, della quantità, delle masse; e tanto più quanto più sono piccoli; gli uomini hanno bisogno di esaltarsi appunto perché sono miseri; gli uomini hanno bisogno della pubblicità per acquistare un valore appunto perché non ne hanno; gli uomini hanno bisogno dei bei discorsi per poter colmare il loro vuoto spirituale; gli uomini hanno bisogno di tante cose esteriori per sopperire alla loro miseria interiore. Ma Dio no. E perciò soltanto quando tu comincerai ad amare il silenzio più che le chiacchiere, il nascondimento più che la notorietà, la modestia più che l'ostentazione, il ritiro più che l'esibizione, la povertà più che l'abbondanza, solo allora comincerai ad avvicinarti a Dio. Quando sarai sensibile al richiamo della coscienza più che agli applausi degli ammiratori, quando preferirai caricarti la croce più che decorarti con la croce, allora, e soltanto allora, il Regno di Dio sarà dentro di te.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 15:47
  • Citazione: Lc 17,20-21
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori
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1 commento

  • Bruno
    Bruno Giovedì, 20 Giugno 2013 19:28 Link al commento

    ... quando preferirai caricarti la croce più che decorarti con la croce...
    Caro Giovanni, semplici parole che scatenano forti tensioni. Ho baciato il Tau che porto sotto la maglietta, ma la mia fede è poca cosa...




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