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'Diventare' come bambini

... se non diventerete come bambini ...

(Matteo 18,2-3)

Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

 

Ogni volta che mi imbatto in questo brano del Vangelo la prima cosa che mi chiedo è: ‘perché devo diventare come un bambino? A che serve?’ Sembra un invito bizzarro quello che il Maestro mi propone! Devo mettermi a fare i capricci e a piangere per paura di prendere le sculacciate? Mi devo sentire autorizzato a fare il broncio e ‘sbattere’ i piedi a terra per ottenere quello che voglio? Non è proprio così…

C’ho riflettuto un po’ su questo brano e in realtà la proposta non è quella di tornare come bambini ma ‘diventare’ come bambini; cioè da adulto imparare dai bambini come stare al mondo, come relazionarsi, come guardarsi intorno! Infatti in greco la radice del verbo usato è ‘ghenes’, da genesi. Cioè diventare prendendo origine da… Allora appare tutto più chiaro!

La domanda che mi nasce allora è: ‘come sono i bambini?’

I bambini sono curiosi, cercano, scoprono, chiedono i ‘perché’… noi adulti ad un certo momento smettiamo di essere curiosi, ci sentiamo arrivati e autosufficienti. Così non cerchiamo più nulla e ‘tiriamo a campà’! Come va la vita? ‘Bhe, si va avanti’ sento spesso rispondere con rassegnazione! Non abbiamo più nulla da voler scoprire, o desiderare di imparare! da voler inventare e soprattutto non ‘chiediamo’ più nulla, ne agli altri, ne a noi stesi e ne tantomeno a Dio… o forse si, quando siamo nel bisogno!

I bambini si inteneriscono, piangono, si divertono, giocano… noi adulti abbiamo smesso di giocare. Non intendo alla Wii o alla playstation, quello lo sappiamo fare bene, io per primo! Lo facciamo volentieri perché ci proietta in un mondo virtuale cosa che ci piace tanto fare oggi! I bambini ci ricordano il gioco ‘vero’ genuino, quello creativo, quello semplice e diretto… quant’è bello vedere due adulti che giocano a ‘cuscinate’ o a rincorrersi… due genitori che giocano alla lotta davanti ai loro bambini… quei giochi che ti aprono il cuore e ti spalancano il sorriso! Ti fanno sperimentare emozioni e ti restituiscono a te stesso.

I bambini si fidano, si lasciano guidare… noi adulti ad un certo punto della vita entriamo in una disillusione e non ci fidiamo più di nessuno. Ci chiudiamo alla possibilità di entrare in relazione con l’altro in modo profondo e sincero perché l’altro è qualcuno da cui difendersi. Vorremmo nel profondo fidarci di qualcuno perché sappiamo quant’è bello poterlo fare ma la razionalità non ce lo permette più: è troppo rischioso! Ci fidiamo solo del nostro istinto che ci porta ora da una parte ora dall’altra senza una vera meta e senza la capacità di tracciare un percorso.

I bambini non hanno paura di deludere, leggono i propri sentimenti e te li dicono… ti mandano anche a quel paese ma poco dopo sono capaci di abbracciarti e dimostrarti affetto e amore come se niente fosse successo! Noi adulti spesso ci nascondiamo dietro una falsa e ipocrita maschera di accondiscendenza ma dentro magari nutriamo rancore e rabbia pur di non deludere. Assecondiamo il datore di lavoro, la nostra ragazza, il nostro marito, l’amico, il ‘padre’ e la ‘madre’ di turno per non deludere ma siamo tristi perché abbiamo coscienza di metterci da parte e non esprimere quello che siamo. Oppure siamo capaci di ferirci e di odiare rompendo una relazione che non risaneremo mai più perché l’orgoglio diventa il vero padrone della nostra vita.

I bambini ci spiazzano, ci meravigliano e ci ricordano quant’è bella la vita! Noi adulti diventiamo scontati, monotoni, grigi e superficiali. Non ci meravigliamo più di nulla e se anche un fremito interiore vuole venire fuori lo respingiamo dentro per paura di sembrare banali! Non siamo capaci più di guardarci intorno e vedere quant’è bello il mondo che abitiamo. Ci accodiamo alla massa guardando la ‘schiena’ di quello che ci stà davanti. Siamo presi sempre da mille cose e dalla fretta di dover ‘fare’ dimenticando la preziosità che siamo e che possiamo essere gli uni per gli altri. Diventiamo isole solitarie e disabitate, inospitali e selvagge!

I bambini fanno ‘ohh’ canta Povia nella sua canzone! Se leggendo quest’articolo ti accorgi che non sono proprio ‘cavolate’ quello che ho scritto significa che anche tu la pensi come me! E allora proviamoci una benedetta volta a dar retta al Vangelo… Si, il Vangelo ancora una volta ha ragione perché desidera vederci davvero felici… Come bambini!

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  • Citazione: Mt 18,2-3
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info



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