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Eppure il vento soffia ancora

L’oculista oggi mi ha detto che è normale, è l’età. Dopo i 40 anni (49 nel mio caso) è normale per una donna che la vista cominci a calare. Chissà perché proprio dopo i 40 anni … forse perché oramai nella vita ne hai viste tante che poco importa se la vista è un po’ sfuocata, è l’esperienza, spesso, che ti guida. L’esperienza! tutte quelle cicatrici che la vita, masticandoti, ti ha lasciato. Apparentemente non ne ho tante, anzi mi dicono che sono una donna fortunata: un marito che amo e che mi ama, due figli grandi belli e bravi, una bella casa, un bel lavoro. Ma, nonostante tutto, la mia vita non è stata facile, non è facile.

Trovo piuttosto stupide le persone invidiose. Tutti nella vita hanno avuto la propria dose di gioie e di dolori. E spesso le gioie nascono dai dolori e i dolori dalle gioie, senza un senso apparente cosicché ci troviamo a vivere come foglie cadute sospinte dal vento. [Mi sento un po' Carducci]

“Eppure il vento soffia ancora - cantava Bertoli quando ero giovane -
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori, li bacia e non li coglie.
Eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne tra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli”.

Eppure il vento soffia ancora … Mi ha sempre affascinato l’idea che nonostante tutto, nonostante le ferite, nonostante i nostri sbagli e quelli dell’umanità, nonostante i ritardi, le incomprensioni e le liti, ci sia una forza, un’energia vitale più grande di noi, che non riusciremo, nonostante tutto, a sopraffare, a fermare.

Eppure il vento soffia ancora … Cosa ci porterà il “vento” domani? Non lo sappiamo.

Nella mia vita ho sviluppato una massima: “mi capita la cosa giusta al momento giusto”. Ed ho notato che è proprio così! Anche le cose apparentemente negative o che scompigliano i miei piani, a ben vedere sono la cosa di cui ho bisogno in quel momento. Eppure il vento …

Anche questa cosa, quella del blog, è arrivata al momento giusto. Mi ero ripromessa, in verità, che nella mia vita non avrei mai scritto niente, “già troppe cose sono state scritte, soprattutto in ambito teologico” pensavo “e non sarò io una di quelli che andrà ad ingrossare la fila delle cose scritte e mai, o poco, lette! Meglio vivere il cristianesimo che scriverci su. Già troppo è stato scritto.” 

Infatti, eccomi qua a scrivere, esempio perfetto dell’imperfezione (incoerenza) umana!

Scherzi a parte, l’idea di scrivere (in generale, non in un blog) da qualche tempo, in realtà, mi “frullava” nella testa e l’opportunità del blog è stata “la cosa giusta al momento giusto”.

Tutto quello che siamo e quello che facciamo, in fondo, è frutto di un processo che, più o meno consapevolmente, è maturato in noi. E tutto quello che siamo e che facciamo è, più o meno consapevolmente, condizionato dall’idea dei nostri limiti e soprattutto dall'idea del nostro limite più grande, la morte. Tra tutte le creature, la donna e l’uomo, solamente, sono consapevoli del fatto che esiste la morte. La donna e l’uomo, solamente, sono consapevoli che esiste un limite, un dirupo, un burrone e che, comunque vada, il loro cammino finirà lì. Possono affacciarsi a quel dirupo cercando di vedere cosa c’è oltre, ma non vedono niente è tutto buio. Forse non hanno occhi adatti a vedere oltre quel limite ... ma proprio quando la vista comincia a sfuocarsi e cominciano a guardare indietro il cammino della loro vita e vedono dentro di loro il limite, ecco che percepiscono il fine e si aprono all’infinito. Eppure il vento soffia ancora …

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Angela Galli

Nata a Modena il 13/03/1965, vivo a Padova da ... una vita! 
Felicemente sposata con Paolo e felicemente madre di Thomas (31 anni) e di Roberto (25). 
La teologia? una passione che ultimamente è diventata una professione: insegno religione!!! 
Appassionata di teologia femminista, mi sono licenziata in ... diritto canonico! (anche se non sono avvocato). 
Non so se ho combinato qualcosa di buono nella vita, ma ... ci provo sempre! e per non disperare ho inaugurato una "rubrica" che condivido in What's up con marito e figli dal titolo "pensieri positivi". 
Auguro anche a voi di trovare PP (pensieri positivi) nella vostra giornata e mi auguro che questo mio scritto vi abbia in qualche modo aiutato ... perchè no?




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