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  Voi non fatevi chiamare "Rabbi".. solo uno è il vostro Maestro

(Matteo 23,8)

Ma voi non fatevi chiamare "rabbi", perché uno solo è il vostro maestro,. e voi siete tutti fratelli.

 

Tu puoi trovare qualcuno che ti dia nozioni di meccanica, o di scienze, o di matematica, o di algebra, o di una lingua straniera, o che ti insegni a correre in bicicletta o a operare su un computer. Ma nelle cose che realmente contano - la vita, l'amore, la realtà, Dio - nessuno può insegnarti alcunché. Tutto ciò che i maestri ti possono dare sono delle formule, ma nel momento stesso in cui accetti una formula tu cominci a vedere il reale attraverso il filtro costruito dalla mente di qualcun altro. Se accetti le formule, ne resti imprigionato: ti sentirai inaridire, e quando arriverà la morte, non sarai arrivato a sperimentare che cosa significhi conoscere le cose da solo, che cosa significhi imparare.
Vediamo il tutto sotto un altro aspetto. Sicuramente ci sono stati nella tua vita dei momenti nei quali hai fatto un'esperienza che sei convinto di dover portare dentro di te fino alla tomba, perché ti senti del tutto incapace di esprimere a parole l'esperienza che hai fatto.
In realtà, non esistono parole per comunicare con precisione ciò che hai provato. Pensa al tipo di sensazioni da cui ti sei sentito invadere quando hai visto un uccello librarsi sopra le acque di un lago, o quando hai visto un filo d'erba spuntare dalla crepa di un muro, o quando hai sentito l'urlo di un bambino lacerare il silenzio della notte, o quando hai toccato l'incanto di un corpo nudo, o quando sei stato ipnotizzato dalla vista di un cadavere freddo e rigido nella sua bara.
Potresti tentare di comunicare la tua esperienza con la musica, o con la poesia, o con la pittura. Ma dentro di te tu sai che nessuno potrà capire esattamente cos'è che hai visto o provato. E' una cosa che sei del tutto incapace di esprimere a parole a un altro essere umano; tanto meno saresti in grado di insegnarlo.
Questo è esattamente quello che prova un maestro, quando gli chiedi di insegnarti qualcosa sulla vita, o su Dio, o sulla realtà delle cose. Tutto ciò che può fare è trasmetterti una formula, una sequenza di parole legate assieme a farsi formula. Ma di quale utilità possono essere queste parole?
C'è modo di scoprire se ciò con cui entri in contatto è la realtà oppure no? Ecco un test, se ciò che percepisci riesci a non farlo rientrare in alcuna formula fornita dagli altri oppure elaborata da te stesso: semplicemente, se è un qualcosa che tu non riesci a esprimere con le parole. Che cosa possono fare perciò i maestri? Possono portare a tua conoscenza qualcosa che non è reale: non possono mostrarti la realtà; possono distruggere le tue formule, non possono farti vedere ciò che le formule evidenziano; possono mostrarti che ti sbagli, non possono indicarti la verità; possono al massimo mostrarti la via che conduce alla realtà, non possono mostrarti che cosa puoi vedere. La tua strada devi percorrerla da solo, in una scoperta solitaria.
Andare avanti da solo. Ecco che cosa significa liberarsi di tutte le formule: quelle che ti derivano dagli altri, quelle che hai imparato dai libri, quelle che tu stesso ti sei elaborato partendo dalle tue esperienze passate. La cosa più terribile che un essere umano può compiere è quella di inoltrarsi nel mondo dell'ignoto senza la protezione di una formula qualsiasi.
Camminare fuori dal mondo degli esseri umani come hanno fatto i mistici e i profeti significa rinunciare non alla loro compagnia ma alle loro formule. In questi casi, realmente, anche quando fossi attorniato dalla gente, tu sei veramente, totalmente solo.
Quale terribile solitudine! Questa solitudine è il silenzio: solo in questo silenzio tu "vedrai". E nel momento in cui vedrai, per te diventeranno inutili e libri e guide e guru.
Che cosa vedrai? La vita. E Dio dentro di esse,
una foglia che cade, il comportamento di un amico, i brividi sullo specchio di un lago, una strada affollata, un cielo di stelle, qualsiasi cosa. Dopo che avrai visto, qualcuno forse si offrirà di aiutarti a esprimere in parole ciò che hai visto, ma tu scuoterai la testa: "Non è così", perché si tratterebbe sempre e solo di una formula.
E allora in te si verificherà uno strano cambiamento, a malapena percepibile in un primo momento, ma che trascinerà con sé una trasformazione radicale: perciò dopo aver "visto" non sarai mai più lo stesso di prima. Tu sperimenterai l'esaltante libertà, la straordinaria confidenza che deriva dal sapere che ogni formula, per la tua vita come essere in ricerca e in dialogo, non ha alcun valore; e tu non chiamerai mai più nessuno con il titolo di maestro.
Solo in questo "stato" ti accorgerai di quanto Dio ti è vicino e quanto la tua strada sia al Suo fianco. Abbi perciò il coraggio di guardare ogni cosa attorno a té senza paure e senza formule, e non passerà molto tempo che tu "vedrai".

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Ultima modifica ilLunedì, 28 Ottobre 2013 22:50
  • Citazione: Ricerca
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori
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1 commento

  • Francesca M.
    Francesca M. Martedì, 29 Ottobre 2013 15:33 Link al commento

    Non si può esprimere l'esperienza di Dio. Non la si può qualificare, men che meno quantificarla. Non sempre ne ho la piena consapevolezza, ma ci sono stati e ci sono attimi, momenti in cui ho sentito la sua presenza in me, ma dire in che modo non saprei spiegarlo concretamente. Specie in certi momenti difficilissimi, mi sono resa conto che è stato Lui che m'ha ripresa con sé e mi ha rimessa sulla sua via :-)




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