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Beati quelli che credono senza vedere!!

Beati quelli che credono senza vedere

Giovanni 20,19-31

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».

filosofia rosto2

Quante volte hai detto di credere soltanto a quello che vedi coi tuoi occhi e tocchi con le tue mani, non pensando che le realtà più grandi sono spesso quelle che non si vedono e non si toccano.
Hai mai visto coi tuoi occhi il pensiero? Lo hai mai toccato con le tue mani? Mai. Eppure esiste. Tutto ciò che c'è di grande nella storia dell'uomo fu fatto dal pensiero. Non c'è opera che prima di essere eseguita non sia stata pensata. Non c'è edificio, non c'è macchina, no c'è sinfonia, né poema, né dipinto che non si nato dal pensiero. Come dunque si può pensare di credere solo a ciò che si vede? Tu credi alla giustizia, soffri e lotti per essa, e per essa saresti pronto a sacrificarti... Ma l'hai mai vista qualche volta, la giustizia? Che essere è? Che forma, che colore, che aspetto che misura ha? Domande assurde. Gli occhi tuoi non videro, né mai vedranno la giustizia (vedi gli effetti, ma sono una scia di un suo "passaggio"). Tuttavia essa è qualcosa. Se no perché l'invochi? Perché lotti e soffri per essa? E la libertà l'hai mai vista? Quanta gente vive e muore per lei! Mai veduta, sempre amata. Le cose più grandi e care, dunque, sono spesso tenebre e silenzio per i sensi.
Se tu pretendi il segno esteriore per credere (« Dio! Dio! Dio! Se lo vedessi!... Dov'è questo Dio? »), vuoi dire che in te è opaco l'intelletto e il cuore è sordo. Se tu condizioni la tua fede alle tue prove, vuoi dire che tu credi soltanto in te e ai tuoi sensi. Il tuo io proietta la sua lunga ombra sullo specchio della tua anima impedendo il riflesso del Cielo. Se non farai tacere un po' i tuoi sensi e non metterai un po' da parte te stesso, non arriverai mai a credere.
Allora neppure il miracolo ti condurrà alla fede. Perché i tuoi occhi vedranno, sì, qualcosa, le tue mani toccheranno, sì, qualcosa; ma la tua anima sorda e bendata non scorgerà Alcuno. Il tuo spirito occupato da te non potrà comprendere un Altro. Capire è ricevere, per ricevere bisogna far posto. Gli egoisti e gli orgogliosi non potranno né credere, né amare: nella loro casa non c'è posto per nessun altro.
L'amore conduce alla fede e la fede all'amore, perché l'uno e l'altra ci portano fuori di noi stessi. Se rimani sempre chiuso fra le pareti dei tuoi sensi e presso il focolare della tua ragione, ti formerai il pregiudizio che al di là della tua casa non ci sia nient'altro, e uscirne ti sembrerà come cadere nel nulla. Ma se per un momento dimenticherai te stesso e coraggiosamente ti lancerai fuori, scoprirai un mondo nuovo, t'accorgerai che non è tutto al di qua del tuo muro, ma tutto è al di là.
La tua ragione non saprebbe del resto guidarti oltre il tuo steccato; attaccata com'è alla vita domestica, essa ignora tutto quello che c'è di fuori. Se le chiedi qualche notizia esita, fa qualche supposizione, immagina, ma non sa. Non conosce infatti la Verità, ma sol¬tanto poche cose vere; non conosce la Bontà, ma soltanto qualche cosa buona; non la Giustizia, ma solo poche cose giuste; non l'Infinito, ma solo alcune grandezze; non l'Eterno, ma solo il tempo.
Se vuoi andare oltre, devi affidarti alla Fede, la sola che abbia la chiave della tua casa. In sua compagnia tu potrai varcare la soglia verso una esistenza più libera, più vasta, più profonda, dove nè l'occhio può vedere, nè la ragione può mai bastare, ma dove tu avrai finalmente una certezza e avvertirai l'Eterna Presenza.

 

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 15:28
  • Citazione: Gv 20,19-31
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori

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