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Come una donna incinta

...ma, quando ha dato alla luce il bambino ...

(Giovanni 16,21)

21La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo.

Siamo nel cenacolo, all’alba dell’uccisione di Gesù. Lui è cosciente di quello che stà per accadergli e dice agli apostoli in modo un po’ sibillino “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”.

Come in molte altre occasioni non capiscono cosa il Maestro intende e cercano di chiedergli spiegazioni. Gesù li anticipa è gli risponde con un’immagine che a me piace davvero tanto e che penso sia di una portata infinita! Quello che risponde loro e anche molto tenero: cerca di fargli capire che la sofferenza che dovrà vivere non è nulla in confronto a quello che verrà dopo. Gesù per la prima volta nella storia dell’uomo traccia una via: dice come camminare nella sofferenza, nella prova: Come una donna incinta! Non solo lo dice ma lo vive fino in fondo.

Da uomo non mi permetto minimamente di fare osservazioni sui dolori del parto, lascerei volentieri parlare qualche mamma. Quello che penso però è che non c’è cosa più bella al mondo di una donna incinta! Questa vita che cresce lentamente e inesorabilmente nel corpo di una donna: è un miracolo che si ripete sotto i nostri occhi. E poi questo miracolo però che si manifesta attraverso un dolore è un altro mistero da scoprire.

Il discorso della sofferenza è molto delicato e non va assolutamente minimizzato o banalizzato con frasi del tipo: “dai coraggio, Gesù ce l’ha fatta…” oppure frasi infelici come: “C’è la risurrezione dopo!” E’ certamente vero, ma come abbiamo avuto modo di riflettere in un altro articolo, stare accanto alle persone che soffrono senza offrire soluzioni ma aiutandole a trovare un senso, è la scelta migliore se ci riusciamo, se desideriamo veramente fare qualcosa per loro.

Questo può essere possibile a tutti, soprattutto a noi cristiani perché dovremmo essere persone che non hanno paura di nulla perché “…la nostra vita è nascosta con Cristo in Dio!” (Col 3,3). I cristiani vivono come una donna incinta, che offrono, sacrificano, amano, lottano, perdonano con la consapevolezza che tutto è fecondo! Tutto di loro e grazie a loro genera vita, anche la sofferenza! “Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio…” (Rm 8,28)

E anche se tutto sembra perduto, tutto sembra non avere senso, ci sarà questo “bimbo” che nasce e che da’ senso a quello che abbiamo passato! Solo allora è possibile sentire quello che Gesù ha da dire dopo: “... ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. 23Quel giorno non mi domanderete più nulla.” (Gv 16,22-23)

Questa credo si chiami Fede. Ma è qualcosa da vivere non da raccontare.

Io qui mi permetto di farlo in questo spazio ma nella vita e con gli altri intorno a me mi impegno come posso e come so per questa strada che è l’unica strada che porta vita.

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Ultima modifica ilSabato, 08 Novembre 2014 12:32
  • Citazione: 1Cor 1,21-23
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info
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