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Costruire case

...un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia.

(Matteo 7, 21.24-27)

21Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.[...]
24Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande".

Da giorni ormai, dall’inizio dell’Avvento, il libro di Isaia ci accompagna facendoci conoscere la splendida profezia del Germoglio che spunterà dal Tronco di Iesse: è l’annuncio della nuova certezza che è Gesù stesso, annunciato almeno mille anni prima della Sua nascita. Dall’attesa di questo nuovo Evento nasce l’esigenza di accorgerci che abbiamo bisogno di tempo per capire che qualcosa è spuntato, fragile come un germoglio, indifeso, ma anche che dalla sua debolezza dipende tutta la vita che continua e ricomincia con una forza di novità anche quest’anno. L’itinerario che il libro di Isaia ci porta dunque a fare è quello che coglie anche uno stile di vita nuovo, pacificato, in cui si ritrovano immagini di armonia e ricomposizione apparentemente paradossali, ma tanto efficaci ai nostri occhi. La presenza di questo germoglio permetterà che succedano cose strane: il lupo insieme all’agnello, la pantera e il capretto, il vitello e il leoncello… tutto ciò che è vissuto, non solo come contraddizione, ma anche come minaccia, potrà stare finalmente fianco a fianco, senza più ne vinti né vincitori, né forti, né deboli… Un’immagine da sogno: poter vivere accanto a ciò che ci spaventa, a ciò che abbiamo sentito come un pericolo da evitare o come una preda da dominare, e scoprire che il presunto nemico può diventare qualcuno al fianco del quale possiamo pascolare…

La stessa prima lettura di oggi è un proseguo molto forte di questi esempi concreti di relazioni “risanate”: dove regnerà questo nuovo approccio nel rapportarci gli uni agli altri allora potremo dire di avere “una città forte… Tu le assicurerai pace, pace perché in te confida. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna, perché ha abbattuto coloro che abitavano in alto…. I piedi la calpestano: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri.” (Is 26, 1.3-5.6).

E’ quindi la prima lettura di oggi a commentare il bellissimo Vangelo che la liturgia ci propone, indicando chiaramente quale sia il modo di costruire una casa sulla roccia: confidare nel Signore, che è la Roccia eterna, è fare la volontà del Padre che è nei cieli, mettendo in pratica le parole di Gesù. E la Sua parola è sempre un invito all’accoglienza dell’altro: bellissima questa immagine dei piedi degli oppressi e dei passi dei poveri che calpestano la città forte, potremmo dire la casa sulla Roccia. Dove regnano relazioni ricostruite sull’Amore si crea pian piano lo spazio necessario per ogni diverso passo…

Tornano in mente, a questo proposito, anche le parole di Etty Hillesum, che si impegnava a far sorgere “per far spazio a Dio” tante case costruite sulla roccia in tutte le persone che accoglieva ogni giorno: “… A volte le persone son per me case con la porta aperta. Io entro e giro per corridoi e stanze, ogni casa è arredata in modo un po’ diverso ma in fondo è uguale alle altre, di ognuna si dovrebbe fare una dimora consacrata a te, mio Dio. Ti prometto, ti prometto che cercherò sempre di trovarti una casa e un ricovero. In fondo è una buffa immagine: io mi metto in cammino e cerco un tetto per te. Ci sono così tante case vuote, te le offro come all’ospite più importante. Perdonami questa metafora non troppo sottile.

… I passi dei poveri!

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Ultima modifica ilGiovedì, 04 Dicembre 2014 14:35
  • Citazione: Mt 7, 21.24-27
Chiara Gatti

Responsabile del Progetto TAU APP, l’App Francescana del Vangelo.

Come socia della Cooperativa Sociale Francescana Fratelli è Possibile, si occupa di coordinare la redazione della rivista trimestrale Momenti Francescani (Vangelo, Fonti Francescane e attualizzazioni per ogni giorno) e fa parte del Coordinamento della Redazione di Tau App, l’App Francescana del Vangelo per smartphone e tablet, per “toccare la Parola” (Vangelo quotidiano, attualizzazione, link a video, canzoni, prosa, poesia, fotografie e opere d’arte, articoli di riviste in assonanza con la Parola ...).

Svolge inoltre attività di formazione come mediatrice sociale in percorsi formativi rivolti al mondo della scuola, del lavoro e dell’associazionismo in genere. Ha collaborato per anni alla realizzazione del Festival Francescano, in particolare nel settore dei progetti didattici e dell’accoglienza e ospitalità.

E’ sposata, ha due figli e da anni vive la sua vocazione francescana come professa solenne nella Fraternità di Cesena - Ordine Francescano Secolare, occupandosi di formazione a livello locale e regionale.

I testi proposti su Buona Novella da Chiara sono frutto di una amicizia tra Buona Novella e la Redazione di TAU APP.




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