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Per convertirci Dio non corre, cammina

... Lo avvolse una luce dal cielo

(Atti 9,1-31)

"E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo, e cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: "Saulo, Saulo perché mi perseguiti? Rispose: "Chi sei, o Signore?" Ed egli: "Io sono Gesù, che tu perseguiti! Ma tu alzati ed entra nella città di Damasco e ti sarà detto ciò che devi fare"

Questo brano degli Atti degli Apostoli ("La conversione di Saulo") è un brano di grande fiducia, una speranza che nasce dalla conversione, un concetto ampio che è indicato nella Sacra Scrittura con la parola greca "metanoia", che significa "cambiare idea".
In fondo il Cristianesimo è una proposta di vita che ci invita ad un cambiamento profondo nel modo di pensare, di vedere, di agire; la nostra fede consisterà sempre nell'essere "come Cristo", nel "comportarci" come Lui si è comportato, nell'avere in noi i Suoi stessi Sentimenti.
Anche noi ci convertiamo ogni qual volta decidiamo di volgere il nostro cuore a Dio: è questo l'invito di Gesù che ci rinnova in ogni Eucaristia, "Amare Dio". E non si stanca mai anzi ogni giorno, ogni ora, potremmo dire che ripete in noi le parole di Herman Hesse "Su, cuore, prendi coraggio e guarisci!".

Coraggio, la conversione richiede coraggio perché per amare serve coraggio.
E quando si ama Dio, si ama anche noi stessi e tutta la natura creata; la smettiamo così di giudicare gli altri (perché ci sentiamo minacciati dai loro successi) ma anche noi stessi.
In questa conversione del cuore impariamo ad accettarci anche con le nostre fragilità perché capiamo (o meglio intuiamo) che l'amore di Dio non ci verrà mai meno; solo trasformando davvero il nostro cuore potremo capire quanto sia bello fidarci del Signore e che Egli, anche nelle nostre situazioni più difficili, saprà "volgere tutte le cose per il nostro bene".

Ritornando al brano biblico si legge che San Paolo fu avvolto da una luce; e oggi come si manifesta Dio? L'ha fatto già con noi? E quando?
E forse quando ci è successo, sul momento, non l'abbiamo nemmeno capito e come per Paolo anche in noi risuonava quella domanda: "Chi sei Signore?"
Talvolta poi, pur intuendo che Gesù chiama anche noi ad una vita bella, a costruire qualcosa di buono e di gioioso nel Suo Nome, ci sentiamo persi, non capiamo cosa dobbiamo fare concretamente perché la nostra vita ci sembra troppo semplice per essere importante, per aver valore agli occhi di Dio...
Ma quelle parole che Saulo sentì sulla via di Damasco sono rivolte a noi oggi, ora, qui, in questa nostra storia: "Ma tu alzati ed entra nella città di Damasco e ti sarà detto ciò che devi fare".

Gesù sul momento non chiede a Paolo cose impossibili ma semplicemente di fare quello che già sapeva di dover fare: non rivoluzionare completamente la Sua vita -quello sarebbe successo dopo- ma semplicemente entrare a Damasco.
Dio non brucia mai le tappe come siamo abituati a fare noi, il suo ritmo è ben lontano dalla nostra impaziente e folle frenesia.
Per convertirci (e salvarci) Dio non corre, cammina.
E nell'obbedienza, nella vita di tutti i giorni, nei nostri doveri quotidiani ci invita a seguirLo passo dopo passo; dobbiamo aver fiducia in Gesù, non possiamo dubitare, anche se non sappiamo né come né quando sicuramente ci farà capire cosa vuole che facciamo per Lui.
E anche se ci capiterà di sbagliare strada o di non capire la nostra Chiamata e non ascoltarLo, anche se non potremo tornare indietro, Lui davanti a noi aprirà nuovi sentieri per essere "felici" e raggiungere la "shalom", quella pace vera che solo Dio ci può dare quando ci rendiamo conto che Solo Lui è il Salvatore, ma noi possiamo essere suoi umili collaboratori.

"Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così guidandolo per mano lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco"

Ci saranno momenti in cui anche noi non capiremo dove andare, quale scelta, quale decisione prendere; ci sembrerà di brancolare nel buio, come un cieco appunto.
Ma anche in questo caso la parola chiave è "fiducia": avere fiducia che anche nelle situazioni che ci sembrano più disperate, in cui non vediamo un senso a niente, il Signore ci guiderà, attraverso la Sua Parola (...ma noi ci ricordiamo sempre di pregare e di chiedere? Il Vangelo non ci ripete forse "Chiedete e vi sarà dato"?) o forse attraverso un incontro fortuito, attraverso le persone che abbiamo accanto da una vita, insomma attraverso uno di quegli angeli della Terra di cui sono disseminate le nostre strade.

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Ultima modifica ilLunedì, 21 Luglio 2014 23:28
  • Citazione: At 9,1-31
Maria Carmen

Mi chiamo Maria Carmen (per tutti Marica), ho 24 anni, studentessa di Economia. Abito a Prato, sono catechista da diversi anni e ciò mi dà una gioia immensa. Una passione mai sopita per la scrittura come modalità preferita per trasmettere emozioni, una mania per la lettura. Sin da bambina ho avuto sempre una spinta particolare a non fermarmi al risaputo ma a continuare a pormi domande ed è così che potrei definire il mio modo di vivere la fede; una ricerca continua, un cammino in salita per cercare di vivere secondo lo Spirito anche nei giorni nostri, prendendo coscienza del fatto che, come diceva la volpe al Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi!”, che Dio è veramente dentro di noi e il non vederlo non lo rende meno presente.




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