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Quando Amore e' Liberta'

      Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi

(Giovanni 15,12)

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.

 

Che cos'è l'amore? Guarda una rosa. Può questo fiore dire: "io offro la mia fragranza ai buoni e non la concedo ai malvagi"? O puoi immaginare una lampada che rifiuti di concedere i propri raggi a una persona cattiva che cerchi di camminare nella sua luce? Potrebbe fare ciò soltanto rinunciando a essere una lampada. Osserva poi come un albero regala la propria ombra in difesa a tutti senza distinzione, buoni e cattivi, giovani e vecchi, alti e bassi, agli animali e agli esseri umani e a ogni creatura vivente: anche a quelli che gli si avvicinano con l'intenzione di abbatterlo.
Questo è perciò il primo connotato dell'amore:
la sua imparzialità. Siamo infatti esortati a farci simili a Dio, "che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti... Siate dunque perfetti come è perfetto Il Padre vostro celeste" (Mt 5,45 e 48). Contempla in ammirazione la pura bontà della rosa, della lampada, dell'albero, perché vi puoi trovare una raffigurazione di ciò che è l'amore.
Come si arriva a questa qualità di amore? Qualsiasi sforzo tu farai non avrà altro risultato che di renderlo forzato, artificioso, e perciò falso, perché l'amore non può essere comandato. Non puoi farci niente. Ma ciò nonostante c'è qualcosa che puoi tentare.
Osserva quale meraviglioso cambiamento si verifica in te nel momento in cui cessi di considerare la gente con l'etichetta di buoni o cattivi, santi o peccatori, e cominci a guardarla quasi fossi incosciente o ignorante.
Devi deporre la tua falsa opinione che la gente sia cattiva o diffidente a pre-scindere. Il peccato spesso nasce dall'ignoranza,  "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23.34). Bisogna arrivare qui e raggiungere l'indiscriminante qualità che tanto ammiriamo nella rosa, nella lampada e nell'albero.
C'è poi un'altra qualità dell'amore: la sua gratuità. Come l'albero, la rosa, la lampada, l'amore dona senza nulla chiedere in contraccambio. Vedi quanto è disprezzato un individuo che scelga la moglie non in base alle qualità che può avere ma in base alla dote che gli potrà portare. Un uomo così, diciamo giustamente noi, non ama quella donna ma la fortuna finanziaria che gli porta. Ma è forse diverso il tuo amore quando cerchi la compagnia di quella persona che ti procura un'emozione gratificante, mentre eviti quelle persone che non ti gratificano?, quando sei ben disposto verso quelli che ti danno ciò che tu desideri e vivono secondo le tue aspettative, mentre ti mostri indifferente o addirittura ostile verso gli altri?
Anche qui. c'è una sola cosa che tu devi fare per acquisire questa gratuità che caratterizza l'amore: aprire i tuoi occhi e vedere. Il vedere, l'affrontare il tuo cosiddetto amore per quello che realmente è (cioè una maschera di egoismo e di cupidigia, sarà il primo passo per acquisire questa seconda caratteristica dell'amore.)
La terza qualità dell'amore è di non aver coscienza di se stesso. L'amore è talmente soddisfatto di amare da diventare cieco su se stesso; la lampada è cosi occupata a brillare che non pensa più se sta beneficando gli altri oppure no; la rosa diffonde il suo profumo proprio perché non può fare nient'altro, che ci sia o non ci sia chi sente la sua fragranza, nella stessa maniera in cui l'albero offre la sua ombra. La luce, il profumo e l'ombra non vengono prodotti soltanto in presenza delle persone e tolti via quando le persone non ci sono. Queste cose (come l'amore semplicemente esiste, non ha alcun oggetto) esistono indipendentemente dalle persone:
semplicemente esistono, che qualcuno tragga o meno beneficio dalla loro esistenza. Perché non hanno coscienza di avere dei meriti odi fare qualcosa di buono. La loro sinistra non sa che cosa fa la destra. "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato e ti abbiamo aiutato?" (Mt 25,44).
L'ultima qualità dell'amore è la libertà. Dove arriva l'obbligo o il controllo o il conflitto, ivi muore l'amore. Pensa a come la rosa, l'albero, la lampada ti lasciano completamente libero. L'albero non farà nulla per trarti alla sua ombra se stai per prendere una insolazione; la lampada non ti butterà addosso la sua luce per evitarti di inciampare nel buio.
Rifletti sulla coercizione e sul controllo da parte degli altri cui ti sottometti quando ti comporti nella maniera che essi si aspettano da te, e questo perché vuoi acquistare da loro amore e approvazione o perché hai paura di perderli. Ogni volta che tu ti sottometti a questo controllo e a questa costrizione, tu distruggi la capacità di amare, che è la tua vera natura, perché tu non puoi fare agli altri se non quello che permetti agli altri di fare a te.
Contempla allora quanto controllo e quanta coercizione dominano la tua vita, e presumibilmente questa contemplazione sarà sufficiente a porvi fine. E quando te ne sarai liberato, nascerà la libertà. E libertà è appunto un altro nome dell'amore.

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Ultima modifica ilSabato, 16 Novembre 2013 09:41
  • Citazione: Amore
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori



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