banner header
Log in

Rimanete in me

Io sono la vite, voi i tralci

Giovanni 15,5-8

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

vite123

La vite carica dei suoi frutti è certo uno degli spettacoli più belli della natura. I suoi tralci si protendono a sorprendente distanza dal ceppo, si appoggiano a qualunque sostegno, si abbracciano ai rami degli alberi, si arrampicano alle pareti delle case, si estendono sui tralicci come tende al sole. E da queste molteplici braccia pendono i grappoli, numerosi e splendidi. Forse è la più festosa immagine della fecondità. Ma se tu con un colpo di cesoie avessi staccato quei tralci dal ceppo, lo spettacolo sarebbe completamente diverso. Davanti a te vi sarebbe un reticolato di rami spogli. Ti sembra impossibile che tutta quella ricchezza di vita sia legata a quel ceppo sottile; ti sembra inverosimile che esso sia capace di alimentare tutti quei lunghi tralci, moltiplicare tutte quelle foglie, nutrire tutti quei grappoli. Eppure è così: tutta quell'esuberanza di vegetazione, tutta quella profusione di frutti è condizionata all'unione con quell' esile ceppo. Nella vita soprannaturale tu sei un tralcio, Cristo è la vite. Se resti inserito nel Cristo, tu sei vivo; se reciso, tu sei morto. Nella vita cristiana non ci può essere autonomia, perché è una vita non naturale ma soprannaturale: non è la tua vita ma la vita di Dio in te. Se come cristiano tu non sei più la pianta nativa, ma sei un innesto; sicché i frutti della fede, della speranza, della carità sono effetti non della tua natura selvatica ma dell'innesto. Infatti come potresti credere con la tua sola mente a verità che non comprendi? Come potresti amare un Essere misterioso mai visto e mai incontrato? Come potresti vivere umile in un mondo che disprezza gli umili e li usa come sgabelli per salire? Come potresti avvicinare il prossimo quando è repellente e come potresti amarlo quando è odioso? Tutto ciò infatti devi farlo, se sei cristiano, come i veri cristiani l'han fatto. Tu mi dirai che tutto ciò è impossibile, e dici il vero; ma è appunto quello che ti spiegavo prima: da solo tu non puoi far nulla di tutto questo. Ma ciò che non è possibile all'uomo è possibile a Dio. Il cristiano è colui che vive in Dio, che pensa, che ama, che agisce con Dio. Poiché tutta la sua vita è innestata con Cristo in Dio. Se sei un cristiano, anche tu devi poter ripetere: « Non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me ».
Ma se cominci a pensare secondo te, se vuoi amare quel che piace a te, se vuoi fare tutto solo da te, allora non troverai che te: povera creatura umana con tutte le sue debolezze, le sue meschinità, le sue schiavitù, le sue follie, le sue contraddizioni e le sue infelicità. Perciò, o "superuomo" con Cristo o "sottouomo" da solo: questo è il dilemma.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 16:23
  • Citazione: Gv 15,5-8
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori



Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?