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Sto alla porta

Ecco: sto alla porta e busso...

(Apocalisse 3,20)

Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.

Dovremmo provare a far silenzio in noi per sentire quel bussare, non sempre riusciamo ad ascoltare quell'invito sommesso, troppe volte completamente nascosto dal rumore dei nostri egoismi. Quante volte ci sentiamo soli, abbandonati a noi stessi, eppure spesso sono proprio le cose dalle quali chiediamo, magari nella preghiera, di essere liberati che invece rendono il nostro orecchio più attento al rumore di Dio nella nostra vita, al leggero incedere dei Suoi passi nei nostri sentieri, al suo tenue ma costante farsi presenza nei nostri giorni.

"Ecco: sto alla porta …"; non c'è un passato che potrebbe indicare che il momento della salvezza è già finito e perso per sempre, non c'è un ipotetico futuro senza base, ma un presente. 

Ora, ora sta bussando, ora, se vogliamo, possiamo aprire; a noi, ora, è donata questa enorme speranza. Ora, ora possiamo rispondere a quel bussare insistente che sa di premura; è come essere arrivati alla riva del mare e doverci entrare, ora. Ora possiamo e dobbiamo vivere, semplicemente ora, senza rifugiarsi in fragili castelli di sabbia perché Sant'Ignazio di Loyola ci insegna che "I miraggi sono sempre opera del Demonio."

Aprire ed aprirsi ora, tenendo a mente le parole che, con pazienza, tante volte mi ripete il mio padre spirituale: "Non si può vivere di futuro senza diventare illusi e sognatori; non si può vivere di presente senza diventare gretti e disperati, ma solo di un futuro che si fa presente e di un presente che si apre al futuro."

Poi quel verbo "bussare" è così dolce: Dio non usa l'ariete, Dio non violenta, Dio è delicato e bussa, bussa perché ti ama e vuole entrare per stare con te sempre. In Giovanni 14,23 Gesù dice: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e prenderemo dimora presso di lui." e ci sembra quasi impossibile, ci è richiesta un'obbedienza così difficile per noi intessuti di tanti limiti e debolezze eppure... 

"Ecco: sto alla porta e busso": tutto diventa possibile perché Lui, che vede e provvede, che tutto sa e può, fa il primo passo verso di noi.
A noi l'onore e l'onere di cercare di far sì che il Signore non ci ripeta per l'ennesima volta: "Per quale motivo non c'è nessuno, ora che sono venuto? Perché ora che chiamo nessuno risponde? (Is 50,2)" 

Proviamo invece a rendere reali nella nostra vita le parole del Cantico dei Cantici (5,2): "Mi sono addormentata, ma veglia il mio cuore. Un rumore! La voce del mio amato che bussa: "Aprimi sorella mia, mia amica, mia colomba, mio tutto;
perché il mio capo e madido di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne".

L'amore di Dio è come un granello di senape, si infiltra nelle crepe della nostra vita e da lì è capace di maturare, di crescere fino a far saltare in aria i nostri progetti, di spezzare le catene dei nostri peccati e diventare un rigoglioso albero che toglie spazio e confina sempre più marginalmente la zizzania in noi.

L'amore non è mai costringente, anzi! 

E così perfino Dio si fa nostro ospite e umile invitato a cena; Egli non si stanca mai, ma passa e ripassa, bussa e ribussa, vuole che ricambiamo liberamente il Suo Amore! 

Le favole intrise di storie d'amore mi hanno rapito il cuore fin da bambina eppure, nonostante l'indole fortemente romantica, mi sono sempre sembrate così stupide quelle fiabe in cui qualcuno fa un incantesimo per avere vicino qualcun altro: non è amore libero e nella verità.
Dio invece non vuole amanti che lo seguano perché ipnotizzati ma ferventi innamorati impegnati in una ricerca senza posa.

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Ultima modifica ilVenerdì, 08 Agosto 2014 23:49
  • Citazione: Ap 3,20
Maria Carmen

Mi chiamo Maria Carmen (per tutti Marica), ho 24 anni, studentessa di Economia. Abito a Prato, sono catechista da diversi anni e ciò mi dà una gioia immensa. Una passione mai sopita per la scrittura come modalità preferita per trasmettere emozioni, una mania per la lettura. Sin da bambina ho avuto sempre una spinta particolare a non fermarmi al risaputo ma a continuare a pormi domande ed è così che potrei definire il mio modo di vivere la fede; una ricerca continua, un cammino in salita per cercare di vivere secondo lo Spirito anche nei giorni nostri, prendendo coscienza del fatto che, come diceva la volpe al Piccolo Principe, “L’essenziale è invisibile agli occhi!”, che Dio è veramente dentro di noi e il non vederlo non lo rende meno presente.




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