banner header
Log in

Tagliare o potare?

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia...

«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto» Dal Vangelo di Giovanni 15,1-2

Questo versetto del Vangelo di Giovanni mi ha portato a riflettere sulla differenza tra il tagliare e il potare. Se ci pensiamo bene le due azioni portano al medesimo risultato: un pezzo che viene reciso, qualcosa che viene a mancare che viene tolta.

Ma allora qual è la differenza tra il taglio e la potatura?

Sembra che ci sia una divisione in ogni caso! Il vignaiolo infatti quando taglia non fa differenza di verbi: lui taglia e basta! Certo, decide accuratamente quanto tagliare ma alla fine taglia, recide.

La mia ragazza, con cui mi confronto spesso sulla Parola, mi ha detto che secondo lei la differenza sta nel fatto che il taglio è qualcosa di più profondo e che viene fatto quando c’è qualcosa da eliminare. Parafrasando il Vangelo con la vita potrebbe essere quando arriva il momento di tagliare definitivamente qualcosa che fa male, che non porta da nessuna parte, che fa soffrire.

La potatura invece l’ha paragonata ad un taglio meno netto, meno profondo. Questa è necessaria magari quando c’è bisogno di fare delle scelte ed eliminare magari qualcosa. Per capirci si tratta di un taglio meno doloroso e serve per far rinascere a vita nuova una situazione, un affetto, un amore.

Proseguendo questa bella riflessione di Laura mi viene da pensare che allora c’è qualcosa che ci coinvolge in prima persona, che ci chiama ad un atto di coraggio. E si, perché sia dal taglio che dalla potatura potrebbe nascere vita nuova, ma questo dipende anche da noi, se siamo disposti a lasciar andare il pezzo reciso e a fidarci.

Il vignaiolo decide di tagliare ma poi sta nella forza della vigna, dove attinge linfa, se mettere nuovi tralci oppure no! In altre parole dipende anche da noi se siamo capaci di ‘obbedire alla vita’ cioè di saper accogliere un taglio profondo o una potatura che ci viene chiesta o che scegliamo. Se attingiamo forza dalla Linfa vitale che è Gesù, a cui siamo legati dal battesimo, e saper rinascere a vita nuova o rimanere ripiegati nella sofferenza del taglio!

Una cosa è certa: il Signore è dalla parte nostra, è l’amore che salva!

La vita però spesso ci mette davanti a delle scelte, a dei sacrifici da compiere.

Oggi è davvero difficile saper sacrificare (rendere sacro) qualcosa. Difficilmente riusciamo davvero a saperci staccare da qualcuno, da qualcosa per qualcosa di più grande, di più bello…

Una cosa è certa: il taglio fa male e lascia il segno.

Sto leggendo un libro bellissimo di Barbara Benedettelli intitolato ‘L’amore ci salva’. L’autrice raccoglie storie di sopravvissuti alla vita, cioè di persone che hanno dovuto affrontare perdite enormi ma nessuno di loro si è arreso, neanche di fronte all’esperienza più devastante, forte di una certezza: l’amore che salva.

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Ultima modifica ilSabato, 25 Luglio 2015 11:49
  • Citazione: Gv 6,44-51
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info

1 commento

  • Paolo Morandi
    Paolo Morandi Domenica, 26 Luglio 2015 22:29 Link al commento

    E' vero! Si tratta comunque di tagli; ma con la grande differenza che si eliminano i rami che non portano frutto - vale a dire dannosi, parassiti - mentre quelli che portano frutto vengono potati; ossia "vengono liberati da tutto ciò che impedisce frutti più abbondanti" (Giovanni 15, 2). Il dolore c'è sempre; ma in "questa valle di lacrime" ogni nascita ed anche autentica crescita - cioè ogni positività - implica dolore: è la legge della vita!




Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?