banner header
Log in

Fratelli

 

Oltre trecento bare giacciono allineate sul pavimento freddo di un hangar.

Sono miei fratelli.

Sono miei fratelli perché abbiamo lo stesso Padre, anche se, a vederle lì, quelle bare, vien da chiedersi dove sia questo Padre, se sia Padre.

“Se Dio esistesse io sarei indignata con lui”, mi ha detto una volta un’alunna. Avrei voluto dirle: “Tu sei indignata. Sei piena di rabbia. Se Dio non esistesse, non saresti arrabbiata! Non ci si arrabbia con qualcuno che non esiste”.

La domanda su Dio torna ad imporsi, insopprimibile, davanti alla sofferenza, al male, al dolore, alla morte.

Di fronte al male è impossibile non interrogarsi su questa assenza troppo evidente. L’uomo è libero, e usa male la propria libertà, ripete qualcuno con l’arrogante presunzione di chi propone una frase fatta usandola come formula magica per far sparire in una nuvola di fumo ogni dubbio, ogni domanda. Certo, ma il dolore resta.

È il dolore dei superstiti che hanno attraversato terre e mari per inseguire un sogno (noi li chiamiamo “disperati”, invece sono proprio loro che ci insegnano la speranza).

È il dolore dei popoli di questa terra martoriata. Popoli sfruttati, trattati come bestie, ridotti in schiavitù, strappati alla loro terra. E se rimasti, non certo per respirare libertà e guardare il sole e la vita, ma per morire imbracciando un fucile che altri hanno portato, o dividendo un piatto di fame dopo che altri gli hanno rubato il pane.

L’Africa. Spazi immensi. E immenso dolore.

Non posso non pensare alla Storia, col suo carico di sfruttamento, colonialismo, ingiustizia, potere malgestito. Storia magari letta con occhio distratto nei libri di scuola, magari studiata. E dimenticata. Storia di cui quegli uomini, quelle donne, quei bambini pagano in prima persona le conseguenze. Perché? Perché loro e non altri? Perché nascere in Somalia e non in Italia o in qualche città del Nord America a rimpinzarsi di cisburgher e patatine e passare i giorni a fare la dieta per smaltire i chili di troppo? Il caso? Allora quegli uomini, quelle donne, quei bambini sono stati pescati da una saccoccia e abbinati a una destinazione in modo assolutamente casuale. O sono stati gettati nella vita come un paio di dadi, pochi punti totalizzati, poche possibilità di farcela. E allora giù, agli ultimi posti della classifica, alle prese con la fame, la miseria, la mancanza d’istruzione, l’aids, la guerra, ma soprattutto con l’indifferenza di quanti, ai primi posti, da soli fagocitano l’ottanta per cento delle risorse del pianeta e se ne fregano se le briciole non sono sufficienti per gli altri.

A questo pensiero, lo schifo per la mia pancia piena si mescola alla rabbia che mi sta montando dentro con prepotenza. Comunque si vogliano vedere le cose, se io non sono innocente, perché sto proprio tra quelli del primo mondo, neppure questo Dio di cui tanti parlano deve essere completamente innocente. Quindi alla sbarra, signor Dio. Ammesso che tu ci sia.

Eccolo, alla sbarra. Ma le domande le fa Lui. Attualissime. Antichissime. Quelle risuonate nel Giardino.

Dove sei?

Dov’è tuo fratello?

Ho capito, Signore.

Perdono, Signore.

 

-----------

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. E’ consentito riprodurre l’opera a condizione che sia integrale (o in parte) e che sia citato l’autore e la fonte (www.buonanovella.info) a cappello dell'articolo citato.

Ultima modifica ilGiovedì, 17 Ottobre 2013 09:59
Irene Tonolo

Sono insegnante di Religione nella scuola superiore, con una lunga esperienza nell'animazione dei giovani e giovanissimi, esperienza che ho tralasciato per dedicarmi alla famiglia (sono moglie e madre), ma che mi ha segnato profondamente e mi guida ancora oggi nel mio lavoro.

Altro in questa categoria: « La Veracità La maschera della paura »



Per poter lasciare un commento devi prima fare il login oppure effettuare la registrazione

17°C

Roma

Bel tempo

Umidità: 63%

Vento: 9.66 km/h

  • 11 Apr 2016 20°C 13°C
  • 12 Apr 2016 23°C 16°C
I segni dei tempi li sappiamo riconoscere?