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Ho solo aperto il cuore

Ecco la mia storia, ecco la mia vita… le parole… ecco, ascolta:

“C’è un giorno che io ho chiamato: “l’Annuncio”,  che all'inizio non ho ben compreso, perché non sapevo cosa portasse alla mia vita, dove mi sono messa davanti a questa scrivania, ho preso un foglio e ho iniziato a scrivere quello che sentivo, ma cosa sentivo?

Adesso posso dire: “Ho solo aperto il cuore”, ma poi cosa stava accadendo in me! Ritornando indietro, come se premessi il tasto di un telecomando,  so lasciare lì quell’immagine di una bambina, che si stava preparando per il cammino guardandosi intorno e vedeva una città, che non sentiva adatta al suo modo di vivere, ma era solo piccola, aveva nove anni e non sapeva cosa poteva attirarla  fuori, ma fuori si chiedeva, cosa c’era?  

Quante volte ho liberato da dentro il desiderio di un sogno da avverare, quante volte sarei voluta restare lì in quel periodo dove, per la prima volta, avevo una penna in mano e la mia testa era più leggera. Ma le favole, le favole io le ho sentite e mi hanno fatto preparare un angolo nel cuore, per quella gioia senza fine, ma le favole io le ho comprese e vissute, come se avessi sempre atteso, il lieto fine. Mentre ero fuori a giocare, mi sentivo un pennino che cercava sempre un foglio dove posarsi, ricordo tante cose della mia infanzia, anche se in certi momenti avrei voluto fare un salto, soprattutto quando mi trovavo davanti ad uno scenario, che mi sembrava solo teatrale e poco reale. A volte andavo in giardino e quello che volevo fare era prendere un fiore, un fiore e soffiare quei suoi petali per farli andare oltre me, perché mi sembrava tutto grigio, grigio.

E allora cosa potevo fare?

Prendere quei fogli bianchi e farli diventare qualcosa per gli altri, e così quell'amore che come una piantina cresceva dentro di me, io lo posavo in quelle pagine descrivendo la mia fede, che poi avrei voluto diventasse parte di tutti. Mi viene in mente quella voglia che avevo di scrivere su un giornale, ricordo che all'inizio feci il titolo, volevo dare una notizia, un buona notizia e quella gioia che avevo dentro stava iniziando il suo brillare, il suo brillare.”

Questa bambina che adesso è diventata grande, ha ancora voglia di scrivere e di portare nel mondo una verità, un lume per tutte le case dove ci sono persone che anche adesso, stanno sperando in Dio.

E se a volte mi sento materna, è perché sto attraversando i passi di questa cara veste con la premura che sento e che non invento, perché credo in queste care emozioni che a volte mi commuovono e che vorrei in dei momenti, fossero per molti, per molti. E dico, dico evviva a questa veste che a volte bussa al cuore e fa di me una madre, una madre che non trattiene le sue premure per un bambino, una madre che resta lì con lo sguardo attento e con le braccia sempre aperte, per un abbraccio che adesso, adesso vorrei fosse vero.

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Valentina Guiducci

Riguardo alla mia amata scrittura, fin da bambina mi accompagna il desiderio di poter dare attraverso delle parole una cara speranza.
Ho scritto tanti libri, pubblicati cinque, l'ultimo s'intitola: "Le Carezze dell'Amore" Zona Editore. Scrivo riflessioni anche su "Testata d'Angolo", un web giornale. Ho piacere di poter dare la gioia che sento nel cuore attraverso delle righe.

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