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Il "giudizio" di Dio - 1 Parte

giustizia1

Questo tema mi sta molto a cuore perché se da una parte mi coinvolge in prima persona: ogni giorno infatti, come credo un po’ tutti, lotto contro l’immagine “satanica” di un Dio giudice… dall’altra invece, poiché sento spesso parlare di giustizia di Dio anche da cristiani ferventi ascoltando sovente sfondoni di ogni tipo (...alcune volte sento addirittura parlare di vendetta di Dio!), vorrei provare con voi a fare un po’ di chiarezza e sintesi partendo dalla Scrittura. Vediamo cosa veramente ci restituisce la Parola in merito a questo tema.

Volendo sintetizzare un poco i dati che emergono, per poter rispondere all’ingiustizia e quindi cercare di fare giustizia, si possono identificare soprattutto due modi di procedere a livello giuridico:

Il primo è quello che conosciamo anche noi ed è la giustizia che si fa utilizzando quello strumento giuridico che è un tribunale , quindi il giudizio che viene fatto in tribunale:

quando si crea una situazione di ingiustizia, c’è dunque un colpevole che fa qualche cosa contro un altro, che sarebbe la parte lesa; questi ricorrere al giudice per presentare la sua questione, accusare esplicitamente il colpevole. Così il giudice sentendo le due parti, sentendo i testimoni e quindi facendo la sua inchiesta, può arrivare a stabilire se effettivamente il crimine è stato commesso e se colui che è accusato di questo crimine risulta veramente colpevole; allora il giudice dovrà stabilire la pena da dare al colpevole, una pena che deve essere proporzionata alla colpa che ha fatto e al danno che ha provocato. Niente di nuovo insomma: è il sistema del tribunale che noi conosciamo, ad eccezione del fatto che il sistema è basato su quel principio biblico assolutamente fondamentale, che è la famosa “legge del taglione”.

Sulla legge del taglione permettetemi di aprire una parentesi perché deve essere interpretata nel modo giusto. L’impressione è che si tende a identificare la legge del taglione con una cosa barbara e primitiva in cui ognuno si fa vendetta da sé, come si dice : “occhio per occhio, dente per dente”. Non è vero! E questo voi lo capite subito se provate a riflettere un momento su che cosa vuol dire “occhio per occhio, dente per dente, vita per vita”. Non vuol dire semplicemente che ognuno si deve fare vendetta da solo, e quindi rompere un dente se qualcuno gli ha rotto un dente, ma vuol dire proprio il contrario. La legge del taglione esclude la vendetta privata e dà invece una direttiva precisa su come amministrare la giustizia; cioè indica come principio irrinunciabile il fatto che ad una colpa deve corrispondere una pena adeguata. La tendenza della vendetta è di aumentare la pena rispetto alla colpa. Se uno mi ha fatto il danno di un dente, la tendenza della risposta vendicativa è che io gli rompo quattro denti. Cosa dice invece la legge del taglione? Se c’è stato un danno di un dente bisognerà che chi l’ha provocato paghi con una pena che è proporzionata ad un dente. Tu non puoi ad uno che rompe un dente togliere la vita, perché ci sarebbe sproporzione. Però, d’altra parte, non si può neppure fare il contrario, cioè che se uno toglie la vita ad un altro gli si fa pagare il prezzo di un dente, perché la vita vale molto di più di un dente. La legge del taglione sta lì a dare questa indicazione precisa per cui, quando si verifica un reato, il giudice è tenuto a punire il colpevole e a punirlo in modo proporzionato.

Dunque il fatto della punizione e della pena è una cosa importante a livello del vivere civile; è di fatto la pena che segnala la gravità del male.

Come si fa dentro una società civile a sapere che una cosa è molto male? Se è punita molto severamente. Dunque ecco il discorso della proporzione che non solo è un discorso di giustizia, ma è anche un discorso di educazione alla comprensione di cos’è il bene e di cos’è il male. Per adesso a noi basta sapere che il giudice è tenuto a punire e a punire in modo proporzionato. Badate, è tenuto a punire. Questo vuol dire chiaramente che un giudice, una volta che ha stabilito che il reato c’è stato davvero e che quello è colpevole di quel reato, non può dire: “Io lascio perdere, non lo punisco ! Anzi mi sento buono, ti perdono!”. Il giudice non può perdonare. Il giudice come giudice deve punire.

Questo già comincia a metterci sulla giusta direzione, perché vuol dire che tutte le volte che noi parliamo di Dio come giudice stiamo usando un’immagine non appropriata, perché Dio perdona e invece il giudice non può perdonare.

Nella prossima puntata vedremo che cosa vuol dire “Giudizio” e proveremo ad esplorare una modalità rivoluzionaria di fare “giustizia” secondo la scrittura che a noi è sconosciuta ma che se compresa e vissuta può cambiare il modo di vedere Dio e gli altri.

Alla prossima...

Ultima modifica ilGiovedì, 08 Agosto 2013 10:16
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info

4 commenti

  • Simone
    Simone Giovedì, 08 Agosto 2013 10:42 Link al commento

    Voglio vedere come prosegue la riflessione... Potrebbe essermi molto utile a far capire ad una persona cara che Dio non vuole mai punirci ma ci perdona e ci ama sempre, fino alla fine.

  • Agostino
    Agostino Giovedì, 08 Agosto 2013 10:51 Link al commento

    Ciao Simone,
    bhe preparati perché ne vedremo delle belle :-) Ho voluto fare questa introduzione anche lunga se vogliamo ma per meglio evidenziare la portata del peccato e della colpa perché sia chiara la grandezza della misericordia di Dio e la genialità del suo perdono...
    Un abbraccio e buon cammino

  • Simone
    Simone Giovedì, 08 Agosto 2013 11:02 Link al commento

    Ehehe.... Vedo anche dalla tua breve scheda che sei un consulente del ramo informatico come me... Da noi, in ogni quasi ambito della vita, bisogna sempre aspettarsi qualcosa che non ti aspetti...
    Buona continuazione di percorso nella tua riflessione....

  • Nicola Peirce
    Nicola Peirce Sabato, 10 Agosto 2013 20:08 Link al commento

    "...Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto GIUDICE, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione" (2Tm, 8) ...Dio è giudice ma a differenza dell'uomo è giusto! ...il termine giustizia ha insito in se il significato "giusto" infatti i giudici dell'AT erano uomini "giusti" scelti dal popolo per governare ...la catastrofe per il popolo d'israele avvenne proprio quando scelse di farsi governare da un re "potente" che li difendesse dai nemici invece di farsi governare da un "giudice giusto" con quella scelta il popolo si allontanò da Dio. Probabilmente sarebbe più opportuno parlare di pena e non di giudizio perchè il giudizio sarà inevitabile ed è bene lasciare a Dio questo giudizio come la sua veste di Giudice che nulla toglie al suo amore. Saluti, Nicola




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