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Il miglior mezzo per sbarazzarsi di un nemico…

...amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano

(Luca 6, 27-38)

27Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, 28benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. 29A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. 30Da' a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. 31E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. 32Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. 33E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. 35Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell'Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

36Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

37Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. 38Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio".

«Il miglior mezzo per sbarazzarsi di un nemico è dirne bene ovunque. Glielo riferiranno, e lui non avrà più la forza di nuocervi: avete spezzato la sua molla... Sarà sempre in guerra contro di voi ma senza vigore né costanza, giacché inconsciamente avrà smesso di odiarvi. È vinto, e ignora la propria disfatta» (Emil Cioran, Confessioni e anatemi)

Queste parole del filosofo e saggista rumeno Emil Cioran, uno tra gli esponenti più influenti del XX secolo, sembrano in un qualche modo richiamare il tema del vangelo di oggi.

Non si tratta più e solo di non fare il male che non vorremmo, ma di fare agli altri tutto il bene che desideriamo per noi. Unico criterio a guida delle nostre azioni sembra quello di applicare un modo migliore di applicare le beatitudini alla nostra vita quotidiana. Gesù comincia a spiegarci meglio questi consigli evangelici, applicandoli proprio al nostro vivere. Anche questa volta vengono indicati due poli opposti: amare/nemici, fare il bene/odiare, dire bene/dire male, benedire/maledire, pregare/maltrattare… Gesù insegna che la beatitudine sta nella scelta del primo atteggiamento, nella decisione di amare e amare gratis, senza aspettative o richiesta di interessi.

Prendiamo ad esempio proprio l’atteggiamento proposto da Cioran, nel brano iniziale: il dire bene del nemico, di colui che ci odia, riprende il miglior concetto di “benedizione”, il dire bene dell’altro che per prima cosa rende liberi noi stessi e non solo gli altri, creando nuovi legami di vera comunione fraterna.

La ricompensa, la gratitudine che ci è dovuta, viene dal Padre e consiste nella somiglianza con Lui, che si mostra nel ‘vivere da Dio’, nel comportarci come lui si comporta, soprattutto nell’adottare un’unità di misura che a che fare con una misura buona, pigiata, colma e traboccante che ci sarà versata in grembo...

La stessa misura può cambiare progressivamente lo sguardo sulle cose e sulle persone, come è accaduto anche ad Etty Hillesum, divenuta capace di vedere nei suoi aguzzini non più dei nemici, ma degli uomini carichi di fatica e di pena come e più di lei…

Guardare così il nemico è il primo passo per iniziare a benedirlo:

… In fondo, io non ho paura. Non per una forma di temerarietà, ma perché sono cosciente del fatto che ho sempre a che fare con esseri umani, e che cercherò di capire ogni espressione, di chiunque sia e fin dove mi sarà possibile. E il fatto storico di quella mattina non era che un infelice ragazzo della Gestapo si mettesse a urlare contro di me, ma che francamente io non ne provassi sdegno – anzi, che mi facesse pena, tanto che avrei voluto chiedergli: hai avuto una giovinezza così triste, o sei stato tradito dalla tua ragazza?...” (Etty Hillesum, Diari)

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Ultima modifica ilGiovedì, 11 Settembre 2014 00:56
  • Citazione: Lc 6, 27-38
Chiara Gatti

Responsabile del Progetto TAU APP, l’App Francescana del Vangelo.

Come socia della Cooperativa Sociale Francescana Fratelli è Possibile, si occupa di coordinare la redazione della rivista trimestrale Momenti Francescani (Vangelo, Fonti Francescane e attualizzazioni per ogni giorno) e fa parte del Coordinamento della Redazione di Tau App, l’App Francescana del Vangelo per smartphone e tablet, per “toccare la Parola” (Vangelo quotidiano, attualizzazione, link a video, canzoni, prosa, poesia, fotografie e opere d’arte, articoli di riviste in assonanza con la Parola ...).

Svolge inoltre attività di formazione come mediatrice sociale in percorsi formativi rivolti al mondo della scuola, del lavoro e dell’associazionismo in genere. Ha collaborato per anni alla realizzazione del Festival Francescano, in particolare nel settore dei progetti didattici e dell’accoglienza e ospitalità.

E’ sposata, ha due figli e da anni vive la sua vocazione francescana come professa solenne nella Fraternità di Cesena - Ordine Francescano Secolare, occupandosi di formazione a livello locale e regionale.

I testi proposti su Buona Novella da Chiara sono frutto di una amicizia tra Buona Novella e la Redazione di TAU APP.

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