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Il mondo dei desideri

gremboImmaginate per un momento che un bambino durante i nove mesi che è nel grembo di sua madre sia in grado di fare ragionamenti e che sia cosciente di se! Immaginatelo!

“Tutto sommato non si sta tanto male… non troppo caldo e neanche troppo freddo… non si fa fatica a respirare ne a mangiare… se ti viene da ficcare il dito in bocca nessuno te lo tira fuori… e se ti viene da tirare calci lo si può fare liberamente…”

Non ha grosse pretese ma quello che ha lo rende felice! Soltanto che dopo nove mesi diventa chiaro che non si può più restare lì e siccome questo bambino ha visto solo quel mondo pensa che è finita. In effetti quella vita li intrauterina è finita. E’ stato bello pazienza: finito!

Invece no! Viene partorito ad un’altra forma di vita qualitativamente superiore!

Ecco, per analogia mi viene da pensare che noi siamo come quel bimbo li, dentro al grande grembo di Dio in questo momento. Il cordone ombelicale che ci alimenta è Gesù e non possiamo vedere in faccia nostro padre perché siamo dentro al suo grembo. Attendiamo un secondo parto che noi chiamiamo “morte”. Possiamo avere l’impressione che è la fine di tutto perché non abbiamo esperienza di ciò che è oltre ma in realtà ci sarà una vita qualitativamente diversa.

Come faccio ad affermare questo? Bhe io mi sono persuaso di una cosa e vi propongo una riflessione: poniamo il caso che quel bambino nel grembo di sua madre sia un genio e che quindi oltre a saper ragionare possa anche intuire e riflettere. Si guarda le mani e dice: “ma queste due “robe” qui perché ce le ho che qui non mi servono ad un fico secco!” E poi ancora guardandosi i piedi “ma ci sarà un motivo per cui io debba avere queste altre due “robe” qui…” E così via gli occhi, la bocca… Avrebbe intuito probabilmente che ci doveva essere una situazione nella quale tutto quello che osservava gli sarebbe servito a qualcosa…

Ecco ci sono delle “robe” che noi abbiamo e che ci fanno dire: “ma porca miseria! ci deve essere un’altra esistenza dove questa roba qui ha senso!” Io dico di si!

E’ il mondo dei nostri desideri

I nostri desideri sono un fatto sconcertante! Sono dentro un essere piccolo e limitato come siamo noi ma loro non sono affatto limitati e non dicono mai basta. Quante volte ci siamo ingannati e abbiamo detto: “Se avrò quella cosa…” “Se avrò quella persona…” “Se avrò quel lavoro..” “Se mi troverò in quella situazione sono a posto…”. Due minuti dopo il desiderio riprendeva a correre!

Ricordo come adesso un natale di molti anni fa: desideravo immensamente il Commodore 64, ve lo ricordate? Dio sa quanto lo desideravo! Lo sognavo giorno e notte… a scuola ero sempre distratto dal pensiero che forse a natale avrei potuto riceverlo… non stavo nei panni. E infatti così è stato: a Natale è arrivato! Appena l’ho avuto tra le mani mi sono reso conto che mi avrebbe deluso. Cioè come oggetto del desiderio era la cosa più importante in quel momento. Come oggetto materiale che avevo tra le mani non era all’altezza del desiderio nella maniera più assoluta…

Non è vero che il desiderio dice basta, non è vero!

Siamo intorno al 326 a.C., Alessandro Magno aveva poco più di 30 anni quando partì dalla Macedonia. Aveva conquistato la Grecia. Aveva messo su un esercito immenso; attraversato i Dardanelli si era scontrato con i Persiani e li aveva sbaragliati. Con una velocità impressionante un suo ufficiale era sceso in quella che noi chiamiamo la Turchia, attraverso la Siria e la Palestina fino in Egitto e aveva conquistato tutto. Lui era arrivato in Mesopotamia e si era spinto fino alle montagne che confinano con l’India. A metà della notte un suo generale lo trova a singhiozzare davanti alla tenda. E’ storico quello che vi sto’ raccontando! Il generale gli chiede “Mio sire perché piangi?” Lui dice “Dammi qualche anno e la terra la conquisterò tutta ma quella la (e indicava la luna), quella la come farò a raggiungerla?” Era cosciente che anche conquistata la terra non avrebbe potuto dare pace a quel sentimento che lo aveva portato a quelle conquiste spropositate.

Bene, se il tutto della vita fosse questa vita qui così allora ha ragione Leopardi che dice che noi siamo degli squilibrati a cui un potere oscuro ha messo dentro un tormento semplicemente per divertirsi a far del male, “.. l’oscuro poter che a nostro danno regna…”, così dice.

Io penso che questo, e non solo, ci dica che ci sarà una dimensione nella quale i nostri desideri riceveranno una risposta adeguata.

Ultima modifica ilLunedì, 05 Agosto 2013 11:23
Agostino Di Meglio

Agostino Di Meglio, classe '74, vivo a Roma dove lavoro come consulente web in una società di informatica. Ho frequentato i primi due anni dell'Istituto Teologico di Assisi. Ho tante passioni tra cui il mare... mi richiama tanto l'infinità di Dio e del suo Amore! Sono innamorato della vita e sono sempre in ascolto di essa, perchè è maestra e perchè è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui Dio mi parla.

Sito web: buonanovella.info



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