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Il racconto del sacrestano e della sedia

In una chiesa di città c’era una semplice sedia che trascorreva le giornate a poca distanza dall’altare. Questa sedia era felice di partecipare ai vari momenti di preghiera e il suo cuore si riempiva quando il sacerdote distribuiva l’eucaristia. Aveva spesso accolto su di se persone importanti e questa cosa la faceva sentire molto preziosa.

Un giorno il sacrestano entrò in chiesa, si inginocchiò e pianse.. La sedia si commosse e voleva in qualche modo consolarlo.. tuttavia non sapendo come fare disse semplicemente a Dio: “Signore fammi tuo strumento per portare l’amore!”.

Le lacrime del sacrestano e la preghiera della sedia vennero ascoltate.

Una domenica sera, finite tutte le messe, il cuore della sedia era colmo di gioia. Il sacrestano stava sistemando con pazienza e amorevole precisione gli arredi sacri quando si voltò e guardò la sedia, la prese e la sollevò. La sedia fu presa da paura!!

Dove mi porterà?? Pensò tra se..

Il sacrestano aprì la porta della chiesa e posò la sedia nel vicolo adiacente all’edificio.

Era un vicolo sporco.. c’era un cassonetto di rifiuti e ogni tanto qualche gatto randagio vi transitava.

La sedia lasciata sola iniziò a piangere. Com’era finita in basso.. si chiedeva il perché di tutto questo. Si sentiva abbandonata, rifiutata e inutile.

Aveva detto il suo “si” a Dio e ora si trovava a vivere in un vicolo sporco e maleodorante.

Passò un’ ora e niente..

Dopo altri dieci minuti arrivò un povero. Aveva le scarpe rotte, la barba lunga, gli occhi piccoli (chiusi dalle tante lacrime) e il vestito che una volta era bello ora era logoro. Si avvicinò alla sedia e vi sedette. Tirò un sospiro di sollievo. La sedia grido: “Va via povero! Mi sporchi!”. Il povero si girò e vide il sacrestano, quest’ultimo aveva in mano un piatto di pasta e una busta con delle offerte!! La sedia comprese che era stata messa li proprio per accogliere quel povero!! Non era stata abbandonata ma scelta per aiutare chi era in difficoltà.

La sedia passò circa 20 minuti bellissimi in cui comprese che l’amore dell’eucaristia si stava riversando in quel vicolo. Gesù era sopra la sedia e Gesù agiva anche tramite il sacrestano. Dio era presente nell’amore reso concreto.

Finita la “cena” il sacrestano abbracciò il povero, prese la sedia e la riportò in chiesa.

La sedia tornando dentro ammirò il sacrestano e con un filo di voce disse: “domani mi riporti fuori vero?”.

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Ultima modifica ilMercoledì, 04 Giugno 2014 01:07
Daniele Picconi

Daniele Picconi, 32 anni, lavoro a Treviso come professore di religione, baccellerato ad Assisi, sposato con Valeria Bernardi, amo credere che il mondo possa cambiare partendo dalla mia conversione.

1 commento

  • Regina
    Regina Mercoledì, 04 Giugno 2014 16:39 Link al commento

    “domani mi riporti fuori vero?”.
    Quando - davanti a ciò che non capisco, prima di capirlo - dirò a Dio questa frase, con fiducia e convinzione, allora avrò realizzato il sogno di Dio per me, e il mio.




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