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Il ringraziamento del rosario

Il Rosario, dopo aver percorso il nuovo mondo digitale, tornò alla casa della Trinità per un altro scambio di idee. Stavolta voleva ringraziare, non protestare.

Bussò alla porta di quella splendida casa con vista sull'infinito e si sedette sulla solita poltrona bianca, in mezzo ai Tre e alla Madonna.

Il viaggio l'aveva molto rallegrato - cominciò a dire - e rafforzato nella sua identità.

Aveva conosciuto molta gente e situazioni che avevano bisogno di lui, aveva capito di avere davvero, ancora, un significato e una missione, aveva imparato a dialogare, ad accogliere i dubbi e le proteste degli altri, offrendo il suo ascolto profondo e disponibile.

Inoltre si era divertito a entrare in quel mondo colorato e mobilissimo, carico di gioia e di dolore, proprio come era lui. Aveva scoperto di avere molto da comunicare lì, lanciando speranze potenti e originali tra molteplici voci diverse.

Sì, si era sentito esistere, il Rosario, nel web, come mai poteva immaginare.

Tanto che adesso gli sarebbe dispiaciuto restare nei soliti confini "terrestri" come prima.

Non aveva ancora scoperto, il Rosario, che quando si entra nel mondo digitale, si entra per sempre. Che tutto si modifica e resta. E che anche lui non sarebbe più stato lo stesso, neanche negli angoli giù nascosti e bui in cui si sarebbe trovato.

Perché la luce, una volta accesa, viaggia senza fermarsi più.

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Ultima modifica ilSabato, 22 Novembre 2014 00:24
Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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