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Il Rosario - Misteri della gioia: l'Annunicazione

IL ROSARIO...?!

Il rosario è proprio coma una rosa...si apre e svela il suo profumo.

Il rosario, proprio come una rosa, ha petali delicati, fatti di speranza e di colori, in attesa del nostro sguardo.

Il rosario, proprio come una rosa, è ricco di spine, perché ci avviciniamo ad esso con umiltà.

Non è una preghiera facile, il rosario. è una preghiera contemplativa. E la contemplazione...contempla. Senza calcoli né scopi, attratta dal mistero nascosto in ogni vivente, in ogni avvenimento. Ma questo non fa parte abitualmente del nostro esistere.

Così il rosario non è più una rosa.

E se provassimo a entrare nei suoi colori, a percepirne il profumo, a metterci in ascolto dei suoi misteri?

MISTERI DELLA GIOIA

I misteri della gioia hanno i colori tenui della trepidazione e dell'attesa, quelli decisi della scelta determinata e della fede vissuta, quelli sfumati del tempo e della storia.

Entriamo nel primo mistero.

MARIA  ACCOGLIE L'ANNUNCIO DELL'ANGELO

Maria, immersa nel suo lavoro al telaio, non si accorge dell'ombra comparsa davanti a lei.

Pensa a Giuseppe, il suo sposo. Presto celebreranno le nozze...ci vuole un bel corredo, per un discendente di Davide, e per suo figlio. Un figlio di re!

Maria sorride serena, in questa tranquilla giornata di primavera, avvolta nel silenzio della sua casa.

A un tratto alza il capo, come al richiamo di una presenza. Nell'ombra davanti a lei si delinea in una figura sconosciuta. Il telaio si ferma, insieme allo sguardo di Maria.

Istanti densi, di uno spessore divino.

Maria non sa. Maria, la piccola Maria, sa solo di essere una fanciulla. Una fanciulla come tante, lì a Nazareth. Una fanciulla che ora trepida, trema, teme. Perché il mistero non ha parole, ma ha una voce. E Maria l'ha riconosciuta, quella voce. Una voce che la abita da sempre, come una madre tenera e sicura. E in questo incredibile istante sospeso nel tempo, le dice che quell'uomo davanti a lei viene da Dio. Il sangue di Maria si condensa in atomi di fede e di domande.

Ascolta senza capire, chiede senza vergogna, crede senza nulla.

Maria! In un istante sei cresciuta, sei diventata madre e maestra dell'umanità, tracciando con il tuo sì lo spartiacque della storia.

In un istante hai compiuto la rivoluzione, quella vera, che tutti portiamo dentro, quella che attende anche il nostro sì per liberare la vita.

In un istante ci hai riportato nell'Eden, a dialogare con Dio, ritrovando per noi il sentiero perduto.

"E il Verbo si fece carne". La tua. La nostra. Una cosa sola, generata dall'Amore.

Grazie, Maria!

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Ultima modifica ilGiovedì, 19 Giugno 2014 22:34
Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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