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Il Rosario - Misteri della gloria: La Pentecoste

Sono trascorsi molti giorni dalla risurrezione di Gesù. A Gerusalemme, gli apostoli, Maria e altri discepoli si incontrano spesso, per pregare, per ricordare, per condividere.

La loro vita è cambiata, dopo la morte e la risurrezione di Gesù. Si direbbe che il Maestro è più vivo di prima, è sempre nel loro pensiero. Non per rimpiangerlo, ma perché lo sentono presente, qualcuno che è ancora con loro.

Gerusalemme è diventata la città di questo piccolo gruppo di fratelli e sorelle uniti dall'amore per Gesù, quelli che lo hanno conosciuto e seguito più da vicino, affascinati da Lui.

Vivono semplicemente, mettendo in comune beni materiali e spirituali, pensieri e sentimenti, progetti e attività, cibo e doni.

Non hanno chiaro il futuro, non sanno in che direzione muoversi, che scelte precise fare... Gesù aveva detto di andare in tutto il mondo, di evangelizzare, testimoniare, guarire... Ma come, quando? Adesso, senza la guida del Maestro, è solo un ideale irrealizzabile. Resteranno a Gerusalemme, e tutto finirà qui, con loro.

Le giornate scorrono, apparentemente senza meta, tinte di ricordi e di un'indefinibile attesa nel cuore... come se qualcosa, qualcuno mancasse.

È una mattina come le altre, quel cinquantesimo giorno dopo la risurrezione di Gesù. Gli apostoli, Maria e gli altri sono in preghiera. All'inizio della giornata è bello invocare insieme il Padre, ripetere le parole di Gesù, chiedere l'aiuto dello Spirito. Ma... che succede? Che vento! Da dove viene? E quel fuoco? Chi l'ha acceso? I discepoli sono sbigottiti, quasi paralizzati dalla sorpresa, ma al tempo stesso si sentono come svuotati, come se quel qualcosa, qualcuno che attendevano senza conoscere, fosse arrivato. Non sanno con certezza se quell'energia vigorosa sia fisica o interiore, o entrambe le cose... sanno però che quell'energia li ha invasi, travolti, inondati, rallegrati, entusiasmati, estasiati, consolati, rafforzati, colmati di Sé. E che loro non sono più gli stessi.

Tutto è possibile, adesso. È possibile parlare in altre lingue e annunciare a tutti la risurrezione, è possibile uscire allo scoperto senza paura, con sicurezza e libertà, è possibile far rivivere Gesù, ridargli vita e potere. È possibile che dei poveri pescatori si trasformino fino a diventare come il Maestro, capaci di amare come Lui.

Ed è questa la nostra esperienza, dopo millenni. Lo Spirito di Dio opera tutto ciò che vuole, con forza e originalità. Lasciamolo agire, in noi e negli altri. Anzi, chiediamoglielo più spesso, con fiducia. Il mondo non lo sa, ma è questo che aspetta. Per vivere e far vivere.

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Ultima modifica ilDomenica, 02 Novembre 2014 02:38
Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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