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Il Rosario - Misteri della gloria: Maria assunta in cielo

Contempla il cielo, Maria, seduta sulla soglia della sua casa... in silenzio, inondata di ricordi, rivive i suoi lunghi anni, densi di avvenimenti.

Gesù, sulla croce, l'aveva affidata a Giovanni, perché il suo cuore di madre non si fermasse, schiacciato dal dolore, ma continuasse a dare la vita a nuovi figli.

Era stata chiamata a questo, Maria, a generare la Vita. Una missione grande, estrema, divina, ampia come l'umanità. Una missione eterna.

Un giorno Giovanni l'aveva condotta a Efeso, in una piccola casa in disparte, lontana dal frastuono della città. Ancora un trasloco... l'ultimo della sua vita.

Questo luogo tranquillo la riportava con la memoria a Nazareth, ai giorni in cui niente era ancora successo, niente avrebbe dovuto succedere. La sua giovinezza, tessuta di quotidiano, era un canto di gioia alla vita, come quella delle sue amiche... e invece... proprio lei... Perché?

Si interrogava ancora, Maria, dopo tanti anni, sul mistero d'amore che l'aveva avvolta come una nube, un mantello, una protezione, per poi diventare spada, laccio, pietra...

Il suo cuore ora è un inno di benedizione e di esultanza, come quel giorno, alla casa di Elisabetta. Lo Spirito, come un sapiente maestro, ha levigato e fatto risplendere ogni asperità di dolore e di dubbio, ha abbracciato e rassicurato il buio dell'anima, ha ricomposto e riunito le tessere multicolori dello splendido mosaico di Dio in lei.

Sì, ora Maria è giunta sulla soglia del cielo. Non ha più niente da chiedere, niente da aspettare sulla terra. Il giorno della sua vita è al tramonto, sazio di luce.

Maria chiude gli occhi, come per dire addio a ciò che si vede, per entrare nell'invisibile.

Ed è ciò che accade. L'Amore la porta a Sé per sempre, sulle ali di una promessa compiuta.

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Ultima modifica ilLunedì, 10 Novembre 2014 14:37
Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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