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Il Rosario - Misteri della luce: Il battesimo di Gesù

I misteri della luce hanno i colori pieni del giorno, della luce assolata sulle strade della Palestina percorse da Gesù e dalle folle, in un incessante cammino tessuto di passi e di sguardi, di parole e silenzi, di incontri e sorprese.

Gesù rivela la sua umanità e la sua divinità…un unico respiro semplice e intenso, fatto di carne e di Spirito, per dirci che abbiamo un Padre nei cieli, che siamo figli e fratelli. Lui, noi e gli altri.

Il primo mistero della luce ha il colore dell’acqua e del sole, ha il sapore del mistero di una missione profetica, del nuovo regno che sta per iniziare con un certo Gesù, di Nazareth…

GESU' VIENE BATTEZZATO DA GIOVANNI NEL GIORDANO

Immaginate con me la scena: Ha fatto molta strada, Gesù, per arrivare da Giovanni. Ha camminato lunghi giorni, unendosi a tratti a carovane, mercanti e pellegrini, o percorrendo da solo chilometri di strade polverose attraverso deserti, oasi e villaggi.

Che cosa spinge un uomo a lasciare casa e lavoro per andare altrove? Che cosa ha spinto Gesù in questa avventura? Che cosa lo attira in Giudea? La fama di Giovanni? Il bisogno di una pausa, di un tempo e un luogo per meditare, lontano dalla vita di sempre? O il semplice desiderio di uscire, di percorrere un altro territorio d'Israele? Oppure c'è qualcosa di nuovo in lui?

Eccolo, suo cugino Giovanni! È laggiù, seduto su una pietra, nella luce dorata del tramonto.

Gli ultimi raggi di sole si riflettono sull'acqua del Giordano, quasi a benedirla, a ringraziarla, donandole bellezza. Si fa sera, la gente se ne va... è rischioso pernottare nel deserto.

Gesù si avvicina a Giovanni. Sono due uomini, ormai. Da quanti anni non si vedono? Si abbracciano senza parlare, con vigorìa e dolcezza.

Le stelle ascoltano quel narrare notturno di voci pacate e ardenti. Può il fuoco bruciante sposare il mormorio dell'acqua? Accade, questa notte.

La prima luce del mattino li trova ancora svegli, inebriati e sazi di Dio, emerso dal buio dei loro occhi affondati nel mistero, come lo svanire di un sogno.

È giorno, ormai. La luce diventa accecante, calda. Accorrono altre folle, come ieri, e il giorno prima, e prima ancora... Giovanni grida, con la passione di un amante, con la forza di un profeta.

L'acqua del Giordano si anima, si agita, si solleva, intrisa di peccato e penitenza.

Gesù è in fila con gli altri, in attesa. Giovanni, in silenzio, alza l'acqua al cielo, come a invocare la benedizione su ciò che deve compiere, e la riversa sul capo di Gesù. Una miriade di gocce scintillanti scorre sul suo corpo, rimbalza, impregna le vesti.

E il cielo si tuffa nel Giordano, lo squarcia, lo fonde in una nube di luce alata, lo fa echeggiare d'Amore. "Tu sei mio Figlio..."

Grazie, Gesù! Grazie del nostro battesimo, che tu hai ricreato per noi quel giorno misterioso e grande, nell'acqua e nello Spirito, perché sappiamo e crediamo di essere figli amati.

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Ultima modifica ilVenerdì, 18 Luglio 2014 09:06
Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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