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Il Rosario - Misteri della luce: L'annuncio del Regno

Il terzo mistero della luce è intriso di polvere e di strade, di voci e parole, di persone e preghiera.

È il colloquio di Dio con l’umanità, attraverso Gesù.

Gesù ANNUNCIA IL REGNO DI DIO E PREDICA LA CONVERSIONE

È sorto il sole. Gesù si alza da terra. Ha trascorso la notte sul monte, solo. Lui e il Padre suo.

Un dialogo intenso e silenzioso, di cui sente fame e sete.

Come potrebbe dissetare e sfamare d'Amore, senza prima esserne saziato?

Come potrebbe annunciare la Misericordia, senza prima esserne avvolto?

Come potrebbe far conoscere il Padre, senza esserne innamorato?

Le ore si sono frantumate in una manciata di secondi brevi come sospiri. È ora di andare, i discepoli e la folla stanno arrivando. Quanta gente in attesa di Lui! Che cosa cercano?

La guarigione? Il miracolo? La speranza? Perché lo seguono?

Gesù è attratto da loro come dal Padre suo. Sono figli, come Lui. Sono i suoi fratelli.

Li ha trovati sul cammino come un dono, come una domanda, come un desiderio.

Un dono da accogliere, una domanda a cui rispondere, un desiderio da realizzare.

Sono tanti, centinaia, migliaia. Volti, corpi, anime. Vita che chiede vita.

Vita povera e ricca, sana e sofferente, istruita e ignorante, lacera e sontuosa, stupida e saggia, debole e potente... Gesù li guarda, li tocca, li abbraccia. Carne della sua carne.

Pronuncia parole di luce e di fuoco, implacabili e nette come spade, limpide e coraggiose come stelle, sicure e forti come roccia. Parole mai udite prima.

E parole di sempre, diventate nuove al soffio dello Spirito. Terra, seme, strada, casa, pietra, porta, lampada, olio, sale, lievito, tesoro, perla, rete, pesci, pane, vino, acqua, pastore, regno, legge, ricchezza...

Annuncia beatitudine e persecuzione, misericordia e divisione, morte e risurrezione.

Provoca con mitezza, affascina con umiltà, serve con la vita.

Lo ascoltano, lo cercano, lo acclamano. Lo odieranno, lo condanneranno, lo uccideranno.

È sorto il sole. Gesù cammina, cammina, cammina... Ancora.

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Ultima modifica ilVenerdì, 01 Agosto 2014 09:09
Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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