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Il Rosario - Misteri della luce: Le nozze di Cana

Il secondo mistero della luce ha il colore rosso del vino e della festa, il giallo della gioia e l’azzurro sereno del cielo. Ha il gusto delle cose buone e belle create da Dio per la vita.

 GESU' SI RIVELA ALLE NOZZE DI CANA

Immaginate con me la scena: ha indossato la veste migliore. Quella tessuta tutta d'un pezzo, senza cuciture, che gli ha fatto sua madre, come per un re. Anche lei si è vestita a festa, felice di partecipare alle nozze, a Cana di Galilea, insieme a Gesù.

Era tornato a casa, stanco e affamato... aveva ancora negli occhi il mistero e il silenzio di quei giorni in Giudea, al Giordano, e i suoi capelli ricordavano il respiro del vento sabbioso del deserto. Com'era cambiato! Maria lo guarda, quel figlio diventato uomo. Non è più suo, ormai, o forse non lo è mai stato. Perché Gesù è figlio della sua carne e dello Spirito. E lo Spirito genera nello stesso grembo figli e madri. Maria, questo, lo ha imparato alla scuola quotidiana e semplice del vivere accanto a Gesù.

Il bambino ora è divenuto il maestro. Come, lei stessa non lo sa.

Alle nozze c'è una gran folla, unita dalla gioia e dalla benedizione. Il tempo si è fermato, c'è spazio solo per la festa, una festa in cui Dio sposa l'umanità per creare con lei nuova vita.

L'aria è tessuta di musica e di canti, vibra di inni e danze, risplende di luce e felicità.

Com'è bello essere insieme così, vivi nell'amore!

Al banchetto c'è posto per tutti…il Signore è provvidenza infinita per ogni creatura. E le creature sono tante. E finiscono il vino.

Maria se ne accorge, trepida e sollecita. Gesù! Lei sa che Gesù può. Può attingere dalla misericordia del Padre ogni dono. Ogni perdono. Ogni cosa. Lei sa che Gesù è il Figlio amato. E che qualunque cosa chiederà, il Padre gliela concederà. Anche il vino. Perché l'ora è giunta. Il suo cuore di madre ne è certo. Anche se Gesù è ancora sulla soglia. E chiede, insiste, incurante della sua ritrosia, sicura che la risposta verrà. La risposta che il mondo attende, la risposta di una vita, di un banchetto senza fine.

L'attesa del mondo è finita, oggi, in quell'acqua diventata vino.

Primo segno di un Regno che sta per manifestarsi.

Primizia dell'acqua viva che sgorgherà, del sangue che sarà versato in abbondanza perché la festa dell'uomo duri in eterno.

Beata te, Maria, che hai creduto! Hai creduto nell'ora di Dio, come quel giorno, quando hai detto sì.

E beati noi, invitati al banchetto delle nozze dell'Agnello!

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Ultima modifica ilVenerdì, 25 Luglio 2014 10:09
Regina

Quando sono entrata in monastero, nel secolo scorso (nel lontano 1988), si scriveva ancora a mano, si spedivano le lettere e le cartoline di carta, si aveva in dotazione personale un kit "da ufficio", composto da penne, pennarelli, gomma, righello, fogli, buste, cartoncini, forbici, colla... Il mondo aveva un altro ritmo.

Poi nacque qualcosa di nuovo che lo accelerò, lo trasformò, come si trasformano le particelle di un atomo in presenza di nuovi componenti. E ci fu un nuovo ingresso in monastero: il computer.

Entrò cercando di capire e di farsi capire, perché parlava un'altra lingua, sconosciuta fino ad allora. Ma si inserì così bene nella nuova realtà che presto divenimmo inseparabili.

E fu così che Dio mi prese nella rete, per lanciarmi in spazi lontani senza spostarmi, per navigare senza imbarcarmi, per creare senza cercare oggetti.

Con quale scopo lo capirò strada facendo, anzi, giga facendo. Lui me lo dirà.

La rete raccoglie ogni genere di pesci...io vorrei essere di quelli buoni.

Perché nella rete del Padre mio ci sono molti posti, ed e' bello esserci.




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