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Il Tempo è un fotografo

Non v'è segreto che non sarà Rivelato

Luca 12,2

Non v'è segreto che non sarà rivelato

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La tua storia nascosta non è segreta. Qualcuno la sa. Puoi ingannare tutti, ma non Dio: Egli era là, testimone insopprimibile. Sicché non esiste nascondiglio assoluto, non c'è favor di tenebre, non c'è intimità più ricercata in cui tu possa celarti a Lui. Dove fuggire dalla sua faccia? In qualunque luogo Egli è presente; in qualunque posto Egli è con te. La camera più riservata è per Lui aperta come una piazza; e la notte più profonda gli è chiara e luminosa come un meriggio. Sei un prigioniero della luce. Non dire mai: Sono finalmente solo! Non è vero. Non dire mai: Nessuno mi vede. Qualcuno ti scruta ancora. C'è un occhio che non si chiude e che non dorme. C'è un orecchio che ascolta ogni cosa, anche una sola parola bisbigliata appena. Bada dunque a quel che dici e a quel che fai. Non esiste vita assolutamente privata, non esiste vita del tutto indipendente. Se tu potessi sganciarti da Dio, anche un solo istante, svaniresti come il fumo della tua sigaretta. Hai bisogno d'esser sorretto, d'esser guardato, sempre! Così tutto quel che fai resta; e quel che nascondi è noto. Prima o dopo sarà svelato. Il tempo è galantuomo, è come un rivelatore fotografico: reagisce sulle pagine della storia e fa emergere la forma e il colore dei tuoi atti. Il tempo è come il mare: prima ingoia uomini e cose, e poi li rigetta sulla riva. Il passato non muore. Il passato si imprime perfino nella tua persona e si rivela sulla tua faccia, nei tuoi atteggiamenti, nelle pieghe delle labbra, nelle rughe della fronte, nelle ombre o nella luce dei tuoi occhi, nelle fibre dei tuoi nervi e nei recessi del tuo subcoscio. La scienza te lo assicura. Tu porterai nelle tua carne le stimmate delle tue passioni. E delle tue virtù, certo. Perché anche il bene lascia la sua traccia. Più profonda anzi e più tenace. Anche il bene che nessuno vide, il più nascosto dolore, la rinuncia più intima, la sopportazione più celata, il sacrificio più ignorato. Anche i segni della tua croce un giorno risplenderanno.

Chi ha visto quel piccolo seme caduto nel solco? Sepolto sotto la zolla? Domani sarà il tuo pane. Il bene è un seme: oggi è sepolto nell'umiltà di una casa, presso una culla, lungo una corsia, in una cella, in un ufficio, nell'officina, fra i banchi di una scuola; domani fiorirà in un sorriso, in un conforto, in un sollievo, in un raggio di luce...
Nulla è ignorato: c'e' una Presenza che vede il tuo pianto. Nulla è dimenticato: c'è una memoria che non conosce oblio. Nulla è fatto invano: c'è Chi raccoglie per l'eternità.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 16:06
  • Citazione: Lc 12,2
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori
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