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L'albero, il frutto e il fuoco

Li riconoscerete dai loro frutti.

Matteo 7,16-20

Si colgono forse delle uve dalle spine, o dei fichi dai triboli? Così, ogni albero buono fa frutti buoni; ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può far frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato e gettato nel fuoco. Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti.

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L'albero riceve dalla terra e dal cielo, dall'aria e dall'uomo, dall'acqua e dal sole, ma ricambia ogni dono coi frutti. Quando invece non rende, è inutile e si taglia via. Tu hai ricevuto da Dio, dalla terra, dal cielo, dalla famiglia, dalla società; come ricambi? Infedeltà o ingratitudini, superbia o invidia, avarizia o lussuria, violenze o inganni, scandali o ingiustizie. Ma queste sono spine, non frutti. Non serve un botanico per dire che sei una pianta sterile, inutile, anzi dannosa: non c'è ragione di mantenerti, di salvarti. Non c'è posto per te; sarai recisa e gettata nel fuoco. Sorridi? L'inferno non c'è? Non ci credi? E invece è tanto vero che esiste l'inferno che il peccatore, il vizioso (forse anche tu) già comincia a patirlo quaggiù. L'inferno è la perdita del Bene, cioè della tua felicità, della serenità, della pace e dell'amore; in una parola è la perdita di Dio. Il quale in sé assomma tutte queste cose che sono le tue supreme aspirazioni. L'Inferno è angoscia, rimorso, pentimento senza speranza, sete inappagabile, vuoto dell'anima, nausea dell'esistenza. Ora ti domando: è vero o no, che chi vive nel vizio, nel peccato, nel male, è immerso in questa "valle di lacrime"?? Potrà coprirsi d'oro e diamanti, ma il suo cuore sarà nella miseria più nera; potrà circondare il suo corpo di ogni cura e delizia, ma il suo cuore sarà tritato dall'angoscia; potrà guarnire il suo nome con mille titoli, ma dentro di sé avrà perduto ogni dignità; potranno colmarsi le sue mani, ma resterà vuota la sua anima. E tutto questo come lo chiami? Paradiso o inferno? Tu stesso lo hai gridato, nella tua stanza, quando, venduta la tua onestà, hai sentito il disgusto per questo mondo:
«Questa vita è un inferno!». Quando ti sei lasciato prendere dall'ira e hai imprecato, insultato, bestemmiato, hai offeso e hai percosso, anche allora tu hai urlato:
« Io sto male!». Quando gli uomini hanno preferito le loro passioni alla legge di Dio, quando hanno creduto e amato più i beni anziché il Bene, quando si son contesi coi denti, con le unghie e con le armi il pane, la terra, il denaro, la donna, il posto, gli onori e i privilegi nelle lotte civili, nelle rivoluzioni e nelle guerre, allora tu hai gridato: « Questo mondo è un inferno! ».
Lo vedi allora che l'inferno c'è, e incomincia di qua? E lo hanno di qua non i poveri o i proletari come dicono, ma solo i peccatori, ricchi o poveri che siano. Perché l'inferno è lo stipendio del peccato, non della povertà. Perché ai di sopra di tutte le umane ingiustizie c'è una suprema Giustizia che paga il bene col bene e il male col male. L'inferno inizia nel cuore di chi pecca, l'inferno è nella famiglia dove si pecca, l'inferno è nella società perché si pecca. Evita il peccato ed eviterai l'inferno di là e di qua.
E così esiste pure un Paradiso di là, ma anche di qua. Che non è dei ricchi, come dicono, ma dei buoni e dei santi, ricchi o poveri che siano. Perché paradiso è la serenità dell'anima che nessuno e nulla può turbare; paradiso è la gioia interiore che nessuno ti può rapire; paradiso è l'amore che tutto comprende e perdona. Paradiso è possesso di Dio, che solo può farti felice di qua nella fede, di là nella vita.

Ultima modifica ilLunedì, 16 Settembre 2013 15:34
  • Citazione: Mt 7,16-20
Giovanni Isidori

Studente di Sacra Teologia all'Istituto Teologico di Assisi.

Ausiliario alla Sicurezza presso la Basilica di San Pietro in Vaticano.

Cantore nel coro-guida "Mater Ecclesiae", coro gregoriano di risposta nelle celebrazioni presiedute dal Sommo Pontefice.

Sito web: https://www.facebook.com/giovanni.isidori

1 commento

  • Bruno
    Bruno Venerdì, 14 Giugno 2013 18:55 Link al commento

    Caro Giovanni, til eggo e sto meglio, quello che poco fa era un pensiero negativo ora si è dissolto improvvisamente. Forse ritornerà, ma mi sentirò meno solo.
    Grazie di cuore!!!




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