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L'annuncio del Vangelo oggi

Come va oggi l'annuncio della Buona Novella?

La Chiesa viene criticata su più fronti. Eppure è la Chiesa che spesso si fa carico dei problemi. L'annuncio del Vangelo deve anche tradursi nella carità. Ecco perché la Chiesa è dalla parte dei poveri.

I cristiani devono annunciare il Vangelo perché solo Gesù, come diceva San Pietro, ha parole di vita eterna. Dobbiamo essere felici: noi siamo cristiani, quindi noi dobbiamo annunciare il Vangelo.

Il teologo Rahner parlava dei "cristiani anonimi" per dire che tutti gli uomini hanno la consapevolezza nascosta di Dio. È a questi che noi dobbiamo annunciare il Vangelo. Ci sono persone che attendono l'annuncio del Vangelo. Giustamente il Papa diceva di leggere il Vangelo. È un modo per avvicinarci di più a Gesù.

Bonhoeffer, un altro teologo di origine tedesca,  si chiedeva chi è Cristo oggi, in un mondo che ha imparato a fare a meno di Dio in un mondo diventato 'adulto'. Perché dobbiamo rivolgerci a Dio? Possiamo fare a meno di Lui? Per Bonhoeffer non serve un "Dio tappabuchi", cioè un Dio a cui l'uomo ricorre quando è in crisi o quando è debole. Per lui la fede ci ricorda che Gesù Cristo ci ha chiamati alla vita. Quindi "bisogna seguire l'esempio di Gesù - continua il teologo - e per questo gli uomini hanno il dovere di assumere fino in fondo la loro umanità e quindi devono realizzare quella vita che Cristo ha riscattato per loro".

Quante volte pensiamo al fatto che Gesù è morto per noi? Quante volte pensiamo che, grazie a Gesù, risorgeremo a vita eterna? A questo punto viene da chiedersi: che cosa dobbiamo fare?  l'La risposta ci viene dalla Bibbia:

"All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone." (Atti degli apostoli 2,37-44).

Leggevo su una rivista di storia che dopo la seconda guerra mondiale l'interesse per la religione è diminuito. Ci si chiedeva: "Come si può credere in Dio dopo Auschwitz e dopo Hiroshima"?? Secondo questa rivista il risultato lo possiamo vedere in quello che è successo negli anni '60, in particolare nel ricorso alla psicanalisi e nella diffusione delle droghe.  Quindi il risultato è un vuoto di valori. Non a caso, i Salesiani di Don Bosco erano ammirati perché formavano non solo buoni cristiani, ma anche buoni cittadini.

Quando ci chiediamo se la nostra strada - la strada dei cristiani - sia bella e sia percorribile, guardiamoci un po' intorno. Che cosa c'è fuori? Gli atei hanno la speranza della vita eterna? Non sempre la strada dei cristiani è facile da percorrere. Però pensiamo ai martiri: hanno testimoniato la loro fede cristiana a rischio della loro vita. Noi, al massimo, veniamo presi in giro per la nostra fede.

Su quello che ho scritto, accetto le critiche e le osservazioni. Non sono qui per insegnare, sono qui per imparare. Socrate aveva un'unica certezza: "So di non sapere". Il suo metodo di insegnamento era il dialogo.

È sempre bello imparare dagli altri!

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Ultima modifica ilMercoledì, 14 Maggio 2014 01:00



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