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L'Idolatria nel mondo moderno

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Mi è capitato ultimamente di riflettere sulle persone che si definiscono atee, così studiando la Bibbia, mi sono resa conto che questa parola dentro il libro di Dio non c'è, non esiste; al contrario le persone vengono identificate in due modi: credenti o idolatri. Chi è il credente? Chi è l'idolatra? Il primo sappiamo bene, è colui che ha creduto a qualcosa di rivoluzionario: la risurrezione; è colui che si fida e non confida troppo in sé stesso, colui che si converte all'amore ogni santo giorno; e il secondo chi è? Non penseremo mica, come volle farci credere il signor Lutero, che gli idolatri siano quelli che chiedono l'intercessione di Maria, degli Angeli o dei Santi?!
"Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso..." Esodo 20,4-5
Questa descrizione ci fa immaginare un Dio Padrone, scuro in volto, dal tono minaccioso, che si arrabbia quando nel portafoglio teniamo il santino, la medaglietta, il rosario... ma assolutamente non è così! Innanzitutto che cos'è l'idolo?

Non bisogna circoscrivere questo concetto illudendoci che esso acquisti significato esclusivamente nel mondo pagano. L'idolo è un qualcosa che hai posto nel tuo cuore: sei una persona che punta alla ricchezza monetaria? Nel tuo cuore ci sono i soldi, sei una persona che spera nel gluteo sodo? Nel tuo cuore c'è l'apparenza.. insomma, hai capito no? L'idolo è qualcosa a cui affidi te stesso, la tua passione e la tua energia, e dal quale ti aspetti che questo in cambio ti renda felice; ne possiamo avere molti nel nostro cuore, siamo convinti che se avremo l'ultimo modello di Iphone finalmente la nostra vita cambierà, saremo felici... ma cosa accade quando esce l'Iphone di ultima generazione? Siamo delusi, e allo stesso tempo bramosi, ricominciamo ad investire passioni e desideri verso questo, perché devi sapere che l'idolatria ti rende schiavo e prigioniero. E' un principio che potrai applicare a qualsiasi cosa, anche alle persone; persino la religione, lo studio, il fidanzato, le amicizie possono diventare tuoi dei. Devi capire che queste cose la vita non te la possono dare, non ti può rendere felice, ma anzi ti succhia ogni energia! Pensiamo ad una persona che dedica la sua vita al voler fare carriera: inizialmente operaio, poi capo area, dirigente, fino a diventare imprenditore.. e poi? la ricerca del potere di quest'uomo, così sfrenata, ad un certo momento dovrà interrompersi, arriverà l'insoddisfazione che lo porterà a desiderare sempre di più, senza mai colmare questa fame, è lì che arriverà quel senso di tristezza e delusione.
Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso... che significano queste parole? Dio ci ha creati perfetti, a sua immagine, Lui è la fonte della vita, solo da quest'acqua viva bisogna attingere. Qui il Signore ti sta mettendo in guardia dagli idoli. Immagina di avere un figlio, un giorno arriva un tizio che gli offre un po' di cocaina, tuo figlio cede e cade nella trappola della droga, tu che fai? Non vorresti essere li a proteggerlo? Questa è la gelosia di Dio, protettiva, dolce, amorevole, una gelosia che spezza i legami che hai nel cuore ai quali sei incatenato. Il Signore ti sta tendendo la sua mano, ti sta dando l'occasione di essere felice; io me la immagino così: "ne hai provate tante figlio mio, e ogni volta cadi nel fosso, adesso prova ad essere credente e smetti di essere idolatra".

L'ateo è colui che si ostina e rifiuta consapevolmente l'aiuto di Dio. All'ateo, infondo, quegli idoli sembrano piacergli, e più di tutti ,uno: il tempo... crede che di tempo ce ne sia a volontà, è un tipo che ripudia il pensiero della morte, nel senso che tende a scacciarlo dalla sua mente. L'ateo crede, per comodità, che non dovrà mai rendere conto a nessuno, figurarsi a Dio, soffocando ogni senso morale.

Oggi sappiamo bene a cosa abbia portato estirpare Dio dalla società, i regimi atei totalitari, guidati da dittatori che possedevano l'idolo di superbia, ce lo ricordano in qualsiasi libro di storia, ma si sa che i fatti si ripetono, e l'uomo ancora non riesce ad imparare.
A nostro vantaggio però, sono stati effettuati molti studi psicologici: il risultato è che chi crede in Dio è più felice. ‹‹Il contributo della psicologia comportamentista, il cui frutto più significativo può essere identificato nel Manuale di religione e salute: la metanalisi compiuta su circa 2.800 studi rileva che la religione, in concreto, fa bene alle persone dal punto di vista psicologico, fisico, sociale. Decisamente pertinente, in questo panorama, è l'aforisma di Francesco Bacone: "Poca scienza allontana da Dio, molta scienza riconduce a lui" (Saggio sull'ateismo, 1612).››.

Per concludere, fai attenzione, chiediti sempre chi o cosa porti nel cuore, e con umiltà chiedi a Dio di aiutarti a far chiarezza dentro te stesso, fa discernimento; questo ti aiuterà a purificarti e soprattutto a riconoscere gli ostacoli che ti porti dentro; attuare nella propria vita questo processo, consapevolmente, aiuta la fede a seguire un costante rinnovamento, facendola crescere e maturare. Essa così facendo, acquisisce quelle basi solide, ancorate a Cristo Gesù, che tolgono di mezzo tutti quei sentimentalismi, e che al contrario stimolano la ragione. Bene, ti lascio riflettere con una frase di una delle più grandi personalità della metà del 300, riconosciuto da tutti per la sua enorme cultura e sapienza: "Guardate quanti padroni hanno coloro che non si sottomettono all'unico Signore" Sant'Ambrogio.

Ultima modifica ilVenerdì, 16 Agosto 2013 18:23
Rachele Bruschi

Sono una studentessa di Scienze Religiose ad Assisi. Faccio parte dell'associazione Casa del Cuore - Amici del Congo, siamo un gruppo di ragazzi che cerca di aiutare i bambini congolesi di Kingouè.

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