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La cattura di Gesù nell'affresco di Giotto

Ma questa è l'ora vostra...

(Luca 22,47-53)

Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?». Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate! Basta così!». E, toccandogli l'orecchio, lo guarì.

Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l'ora vostra e il potere delle tenebre».

 

Nello splendido affresco di Giotto non si distingue uno spazio definito. Solo il blu del fondo a suggerirci che è notte e contro di esso si staglia una concitazione di bastoni e fiaccole che sembrano non riuscire ad illuminare quel buio. E’ il momento delle tenebre e della violenza.

Una folla di sguardi bellicosi e di mani pronte ad afferrare si agita a destra e a sinistra della composizione e si perde in secondo piano, dove le teste diventano completamente anonime. Ne sentiamo le urla, la rabbia… E’ l’ora!

A destra un sacerdote indica Cristo e ne ordina l’arresto. A sinistra il discepolo (l’evangelista Giovanni ci dirà che si tratta di Pietro, qui riconoscibile dall’aureola dorata) che si scaglia con violenza contro il servo del sommo sacerdote e gli taglia l’orecchio destro. Le tenebre ormai hanno avvolto anche gli amici di Gesù. Gli stessi a cui poco prima era stato chiesto di pregare e di non rispondere al male con il male. E il male “taglia le orecchie”, cioè toglie la capacità di ascoltare.

Ecco però che il nostro sguardo è attratto dalla parte centrale dell’opera, dal meraviglioso incontro dei volti di Giuda e del Maestro. In questi sguardi, i movimenti diventano sospesi, bloccati. Ci sembra quasi di percepire un silenzio surreale. I protagonisti sembrano non accorgersi di quello che sta succedendo intorno. Sono fermi nell’eternità di un Dio che sempre guarda e ama tutti i suoi figli. Gesù è solo, completamente. Giuda lo avvolge con il suo mantello giallo e i due sembrano diventare una cosa sola. Cristo non si oppone, ma si lascia catturare, per amore. Il Giusto porta su di se tutte le nostre ingiustizie. Quante volte anche il nostro modo di amare Dio e il prossimo degenera in possesso!

Anche oggi Cristo sempre si consegna a noi e si lascia possedere, diventando quello che ognuno vuole farne. Il Bene si fa avvolgere dal Male per illuminarlo, per far esplodere le tenebre, per sconfiggere la morte.

Gesù resta in silenzio, guarda Giuda negli occhi, lo incontra nel cuore. Sa che le tenebre avranno vita breve e presto la Verità verrà alla luce.

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Ultima modifica ilSabato, 03 Maggio 2014 01:03
  • Opera: CATTURA DI CRISTO - Affresco
  • Autore: GIOTTO
  • Periodo: 1303-1305
  • Luogo: Cappella degli Scrovegni, Padova
Anita La Tanza

Anita La Tanza, 33 anni, terziaria francescana sposata con Carmine. Nata a Taranto, vivo a Santa Maria degli Angeli (Assisi).  Sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali ed ho sempre lavorato in questo campo. Credo che l’arte sia una finestra sull’Infinito e che, come tale , si possa “meditare”. Parafrasando Giovanni Paolo II, posso dire che, grazie ad essa, « la conoscenza di Dio viene meglio manifestata e la predicazione evangelica si rende più trasparente all'intelligenza degli uomini ». 

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